spesso ho frapposto dei libri tra me e il mondo
una barriera di parole invalicabile
dove ogni altra parola si è accuratamente perduta,
c’è almeno un momento della vita in cui
tutti pensiamo di essere unici, incompresi e incomprensibili
e ci nascondiamo vigliaccamente dalle nostre fragilità
come pecore in tane di lupi.
Poi ho cominciato ad esplorare il silenzio
che si frappone tra parola e parola
I miei occhi che poi erano i vostri occhi
hanno cominciato a vedere le stesse cose di sempre
ma da angolazioni diverse.
Aver paura di aver paura prima di ogni azione,
è una frase su cui ho speso molto del mio tempo.
Arriva poi il momento in cui non si ha il tempo di pensare
e il non pensare è l’unica libertà che ho accarezzato,
quando il fare in accordo con il mondo è l’unica possibilità,
quando il sentiero si è ristretto e la velocità ha sfiorato il limite
l’azione si è fatta luce, i passi hanno parlato la lingua delle cose giuste
e l’ebbrezza di una libertà meno utopica spesso soffocata dalle ansie
ha superato in velocità ogni pensiero.
Così il corpo ha lasciato le cose degli umani per qualche tempo,
é l’istinto la forma di vita più vicina al vostro dio
che mi sia mai passata tra le mani.

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