Quando il piede si inchioda,pigro,
come un dardo alla soglia di casa,
tolgo il cappello della gravità e mi faccio mondo,
e come dell’albero,il seme,
si ammanta di vento,così,
alzo il bavero alla giacca dei pensieri,
stringo le spalle,mura a dritta, e parto.
Ascoltarmi,è guardare il mondo,
mi supero senza mai raggiungermi,
mi guardo dal retrovisore o dal finestrino,
come un vecchio sentimento,
rimarco il segno della spirale,come tutti,
e non ripasso mai dagli stessi luoghi,
e quando risponderò alle vostre domande
con risposte sempre differenti,non stupitevi,
non sarò mai io,ma sempre un tizio,
col mio stesso nome che mi somiglia molto,
e voi lo stesso.
Vera è soltanto la prospettiva,
vero è il punto,
e l’energia.

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