Sera d’Autunno

la sera d’autunno
è caduta
come una rete
sopra i miei entusiasmi,
nemmeno i tuoi occhi 
ne sono usciti vivi,
resto a casa,
faccio compagnia a Drake
e a qualche libro,
poi affogherò
nel porno ogni desiderio 
superstite.
la sera d’autunno
mi ha inchiodato
gli occhi al muro,
niente di bello
potrebbe uscire
dalla mia bocca.
Così mi taccio,
faccio compagnia a Drake,
e rubo le parole al Vecchio.
Ingrasso la nostalgia
con la solitudine,
fino a scoppiare,
così domani,forse
non avrà più fame.

Quando non sono innamorato

Quando non sono innamorato mi detesto,

detesto le persone che non sono innamorate

e ti guardano negli occhi 

con quell’aria di sfida.

Non hanno nulla da perdere.

ma non è coraggio, il loro.

Semplicemente non hanno paura.

Il coraggio è avere una fottutissima paura

e vincerla;

o almeno provarci.

Ecco l’impresa,l’arte,l’amore.

Chi non è innamorato non vale niente.

Potrei starmene seduto qui

avanti ai tuoi belissimi occhi

e sopravviveti fino all’alba.

Ecco,mi detesto.

Questo è tutto.tto.

Un Poeta. A V.C.C.


Una volta un poeta,

uno di quelli veri,intendo,
mi disse che avevo stile…
Ebbene,
forse il mio stile
è durato giusto il tempo delle sue parole.
Oppure svanisce,
ogni volta
che la penna riposa.
Si,deve essere così.
il fatto è che ho stile mentre sento,forse,
poi mi volto,
e tutto è finito,
svanito nel gesto dell’ andare a capo.
Quello che mi lascio alle spalle,se è stile,
è stile morto,sepolto.
Il passato è un cimitero di carta
e di cenere.

SMS

e tu… che stai vicino al mare, 
ci vai sulla spiaggia di sera a pensare?
Alzi anche tu
il collo del cappotto,
dando all’azzurro,
col sorriso,
le spalle del ritorno?

blu blues

La strada è gelata di pietra e di blu,

scivolano i desideri scalzi

nel colore dell’abisso.

Mi guardi affondare nell’ombra del vicolo

mi inghiotte come un sasso,lanciato

dall’alto,nelle profondità del pozzo.

la tua voce mi prende da dietro

come una frustata,

il mio nome mi spezza la schiena,

con le tue parole.

Ti aspettava,la bocca,

farfugliava da tempo

tra le mie parole annoiate.

Nel freddo,si trema,si muore 

e si puzza,

soltanto di blu,

e di baci,e  labbra,

di asfalto

blu.

“il bar sotto il lago”

l’Autunno mi annega

sul fondo del lago ghiacciato.

Vedo,dal basso, i vostri piedi 

come macchie scure

intermittenti nella luce.

Ci sono tavoli con una sola sedia

sul fondo del lago,

e bevande calde

il cui vapore,scalda

nuvole d’acqua,

intorno alle mie mani

intorpidite dal freddo.

Ogni tanto, una corrente, calda

mi solletica il collo,

quasi mai mi scalda il petto.

Scrivo di te

e non lo capisci,che

il tuo silenzio, brucia.

E’ pieno di mani e di labbra

e c’è tutto quel che resta,

nei tuoi occhi,della mia

fredda,infinita,umanità.

Col freddo.

Col  freddo arriva la morte,

spunta tra i pensieri 

come un fungo di pietra

tra le foglie.

ho spento

i nostri nomi

tra le ceneri dei bar.

Mentre la gente si stringeva

nel caldo della lana,

la vecchie trascinavano

piccole borse per la spesa,

come formiche giganti nere,

in fila verso casa.

I gatti che disertavano l’ombra

rifugiandosi in ogni spicchio di sole,

le ragazze correvano,sgraziate, in apnee fresche di trucco,

tossici che parlavano dei soldi che non bastano mai,

gli amanti si chiudevano tra l’albero e il cappotto,

e la loro luce, che sempre odora di alba,

mi pare morire,sul bordo affilato

di questo tavolo,dove io vengo,

e al caldo di un caffè,

mi seziono il cuore.

Resistenza.

Per quanto la vita tracimi di bellezza
e di tragedia giorno dopo giorno,
niente o quasi ricorda il sapore dei dieci anni.
I primi anni non necessitano di poesie,
poichè nessun insegnamento ci sottrae alla vita.
Adesso che scavo tra le miserie dei giorni
alla ricerca delle verità perdute,
mi accorgo che tutti nasciamo poeti,
ma raramente qualcuno ci muore.

Un Autunno caldissimo.

Un Autunno caldissimo

si è  abbattuto quest’anno

sui pensieri freddi di stagione

e accade così

che quando ho cercato d’abitudine,

il gelo di un’ assenza

dietro l’angolo oscuro  del palazzo

come un gatto, di notte,ho incrociato i tuoi occhi,caldi,come un graffio,

come le parole che distendo al sole delle spiagge,

d’Estate,quando la gente sfolla

e noi restiamo, fino a notte,

con la malattia che ci consuma

e taglia per metà tutte le cose.

Un Autunno caldissimo

mi ha strappato da ogni solitudine,

spingendomi là, dove le cose odorano di mare

e c’è una voce che canta tutto il giorno

canzoni d’amore con parole che ho già dimenticato.

Adesso la mia voce è piena graffi.

Soli.

Cielo che assoli

di specchi

vibranti 

la terra,

acqua che assoli

di luce

dal basso 

il cielo,

è un gioco di attese

di soli

e cadute

la vita.

Qualcosa da dire.

L’ansia di avere qualcosa da dire,
il ribollire dei pensieri ad alta fermentazione,
il silenzio acerbo dei giorni,alla vendemmia,
e poi l’attesa,sempre troppo lunga,
delle parole a vuoto,prima del momento.
Ho seminato sguardi,raccoglierò parole.
Prima o poi.

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