Niente davvero si è avuto
Niente è davvero perduto
e quanto domanda
a tarda notte il cuore
pesando come assenze
sopra lancette di bronzo
ha risposta soltanto
nel canto
che sia fragore di fiume
o distanza di attesa e di sogno
o quella strada che avvita sui monti
oppure il solito mare
di sporadiche piatte
e di abissi perenni
forse tempeste, ma
cosa importa davvero?
Che cos’è una misura?
Chiede la nenia
del giorno e la notte
niente, e del niente so niente
niente a che fare con me
forse io sono quattro parole
niente davvero si è avuto
niente è davvero perduto
Universo
Claudià
Hai un bel profilo
Begli occhi
Ragazza francese
Claudia/Claudià
Non so come si dice
Bona e dolce
In francese
Ma so che hai capito
che ho capito
che hai capito
Claudià
Che porti una molletta tra i capelli
…E tanto che sei bella e profumata che
Adesso non mi pare un deterrente
E pensare che stavo andando alla presentazione di un libro…
Se fossi meno scemo
Ti chiederei di uscire
Da questo posto
Ma non è per timidezza
Chiamala fatalitè, se preferisci
Ma Ci reincontreremo
Prima o poi dato che
Studi per il dottorato
A meno che tu non mi baci adesso
Ma so che non lo farai…
(Scaramanzia)
Ci vediamo in giro
Claudià
Hai delle labbra molto belle
Ti ho detto
You have amazing lips Claudià
“_Italiano”, mi hai risposto ridendo…
E poi sei arrosita.
E io pure un poco
That’s true! Ho risposto.
Ok. Smetto di scrivere.
E di bere Amstel
E magari quando imparerai l’italiano
Ti farò anche leggere questa roba
Che ho scritto
Mentre un poco mi sorridi
Un poco leggi
Un poco dai retta alla tua amica spazientita.
La Mia Gente
penso spesso alla gente che incontro
talvolta mi fermo a guardare
nel mezzo di una discussione:
il tassista che ringrazia il cliente
la signora anziana che attende elettrica
il suo turno alle casse del supermercato
le mani che combattono
noia, imbarazzo, emozioni
la ragazza che scopre le gambe
al primo sole di Maggio
chi chiede l’elemosina
per una dose
o per un giorno migliore.
Penso spesso alla gente che incontro
non penso mai invece
a cosa pensa di me la gente che mi incontra
non l’ho mai trovato interessante.
Ieri discutevo con un paio di amici
di certi affari che a breve
dovremo districare ma
la mia attenzione era rapita
dall’andirivieni della gente
che esplodeva come petardi
dietro ai miei occhi
al di là della balconata
la strada è sempre piena di storie ipotetiche
e questo fatto mi dà una certa pace.
Sto bene quando c’è gente
e quando sto bene
sorrido senza un motivo
e molti ricambiano
anche se non stanno poi troppo bene
mi piace la gente
la mia gente
di cui parlo e scrivo solo
quando sono lontano
proprio come certi amori
puoi parlarne solo quando li hai perduti
a cosa servirebbe altrimenti
quel po’ di solitudine?
Le donne che non conosco mi chiamano di notte
due storie
due donne
due in particolare
particolarmente belle
mi hanno chiamato
nel mezzo della notte
due donne che non conoscevo
non bene
una
aveva appena scoperto
il tradimento del ragazzo
l’altra
aveva perduto l’amore.
l’amore di una vita.
Forse durante uno dei suoi viaggi
chi lo potrà mai sapere…
quelle notti non dormivo
come mi accade di tanto in tanto
mi accade di pensare al silenzio di questa stanza
al silenzio delle altre stanze
che abitano il mio essere
che abita il silenzio
che abita certe notti
che abito e che mi abitano
e che mi rendono un ebete
drogato dal sonno
come una sentinella
a guardia della strada
ho ascoltato le loro confessioni
come un prete
ho usato parole sincere
ho stravolto la prospettiva
senza avere alcuna fede
e poi ci siamo dati appuntamenti
a cui non sono mai andato
perché anche io nel frattempo
avevo già perso qualcosa
ancora prima di trovarla.
tu eD io
dio è lo sperma del tempo
io una cicatrice nel vuoto
lo strappo che creò una donna
a mani nude una sera
lo ricucì un’altra al mattino
dio è lo sperma del tempo
io un rammento di luce.
Ed io ti dicevo:
Ed io ti dicevo:
Amore mio
Labbra di cielo
Fiume dolce e
Curve dei giorni.
E tu inarcavi la schiena
Spalle alla maledizione
Pilastro del mondo
Parentesi gravida di Primavera
Tra me e il divenuto.
Ti ho creata così
Nei miei sogni
come una barriera
Per proteggere gli occhi
Dalle cose che tagliano
Con il sorriso,
Come i passi
Di una donna che torna
Troppo tardi
Che In punta di coltello
Battono a tocchi
Un paio d’ etti
di cuore.
Ho sempre letto i testi scientifici come libri di poesia
Ho sempre letto i testi scientifici come libri di poesia
So leggere soltanto con l’inconscio, io.
Non chiedetemi le trame dei romanzi, dei film, ma un’associazione, un odore…
Non che ne abbia ricavato dei vantaggi…
Tutt’altro…
Ma se vi raccontassi quando da raggazzo
Vagai per gli iperspazi vettoriali
Cose che manco Battiato…
Passando per la valle degli spazi affini
E pure adesso
se penso a ciò che siamo diventati
La dipendenza è cosa fatta lineare
E quel teorema di unicità del limite
A cui tanto abbiamo teso
Non suona più come una minaccia
Rispolvero l’algebra e la geometria
E ti parlo in “n” dimensioni
Quanto mi è piaciuto dirti
Sei il punto di accumulazione dei miei pensieri
Il punto di intorno delle mie parole
Il punto triplo della mia esistenza
e che
È un fatto azeotropico
Adesso
Quel po’ di sentimento…
Elicottero
Elicottero-
(poesia di tutti i bimbi che fanno l’elicottero)
dei giorni conservo la polvere
e con la polvere
ho fatto i miei giorni, adesso
la mia casa è nel vento
col pisello elicottero, mi sposto
qua e là
e dove non so arrivare
che ci arrivino gli altri
io sarò fiero di loro!
ognuno faccia quello che sa
che poi è quello che può
“io non aspiro a niente!
La mia Hoover è morta!”
le dissi una notte…
ma ho un motore elicottero
per andare qua e là-
Dire fare parlare
Tu, mio
è musica di spilli
la notte sui vetri,
il tuo sguardo
ormai è dimenticato.
del suo peso
resta il silenzio
dei sassi nelle tasche
che semino per strada
come due parole:
e un mucchio di altre cose
sfiorite nel mattino.
tu, mio…
Dieci Piani Di Morbidezza
Che fai?
Leggo.
Che fai?
Scrivo
Che fai?
Bevo
Che fai?
Lavoro
Che fai?
Studio
Che fai?
Passeggio
Che fai?
Mangio
Che fai?
Insomma come stai?
Bene
Dove sei?
In aeroporto
Dove vai?
Milano.
Mi manchi.
Fesso.
Avevo la stessa probabilità di chi gioca al superenalotto
di sentirmi dire la parola che avevo in mente.
Capii allora che l’amore è un vizio
Che si puó consumare anche da soli
Nel frattempo
Altra gente
Mi poneva simili domande
A cui rispondevo
Con lo stesso fervore…
Poi
Rimuginai sui trascorsi
Feci bene due conti
Pesai le parole
Ne sottrassi la tara
Incollai i bollini del premio fedeltà
Espletai le mie funzioni fisiologice
Per pensarci su. Partorii.
” Ma io so io ” le scrissi
“E voi non siete un cazzo”
Nessuna risposta.
Che fai?
Mi chiese
Sto cagando
Risposi
Nessuna risposta
La verità fa sempre paura
Pensai
Mi rimboccai le maniche
Respirai a fondo
Dieci piani di morbidezza
Mi attendevano vibranti.
