specchi

Mi stupisco sempre
per come siamo diversi
In particolare le donne
Mi catturano presto
Creature misteriose
Caciarone o silenziose
Ognuna sempre
pare nascondere
un fitto mistero
Ed io lì sto ore
Giorni mesi anni
Come un dervisci
A slegare parole
A scardinare difese
A spogliarmi di tutto
A diventare parola
Poi pensiero
Poi niente
E se davvero riusciamo
a spogliarci di tutto
Uno di fronte all’altra
Siamo due specchi
Ci abitiamo una volta
Ci leghiamo per sempre.

Mentre cammino

Mentre cammino
Penso alla morte
Troppi amici si ammalano
Non sono triste
Ho la rassegnazione negli occhi
E uno slancio di immortalità
Radicato nel cuore
Passo sui ponti, scrivo
E tutto mi pare un dialogo
Parlo col ferro
Col cemento e col fiume
Tutto mi dice qualcosa
Cose che non posso capire
Incontro altra gente
Saluto qualcuno
Le auto puntano
In direzione eel mare
Io nel mentre
ho una sola certezza
Quella di andare

Cose di cui posso morire nel 2016

Cose di cui posso morire

Fame
guerra
missioni umanitarie
depressione
imprudenza
svista
colpo di sonno
stanchezza
fatica
vecchiaia
violenza
malformazioni congenite
fuoco amico
manifestazione
attentato
mafia
FONOGRAMMA
FONOGRAMMA
FONOGRAMMA

​PIOVONO AUTOSCATTI

PIOVONO AUTOSCATTI

Mi sveglio alle sei

Tachicardia

Sono solo al centro del letto

Respiro, lotto con gli acari

Quattro di bastoni

Fisso il soffitto

Fuori è giorno

Gli uccelli sono svegli da un pezzo

E il mio con loro

Tenta un allungo alla Carl Lewis

Verso il mattino

Respiro a fondo

Trattengo l’ossigeno

Più che posso

Come se stessi fumando

L’ultima paglia di vita

Ho sognato una pioggia di gente

Una pioggia di storie inutili

Di prospetti sbagliati

Mi piovevano addosso i vostri faccioni

E non avevano niente da dire

Denti labbra occhi fronti accigliate

Niente di buono da dire

Una grandine spaventosa

Mi ha raggiunto

Sulla riva del lago

Un dolore insopportabile

Nel mezzo del sogno

La paura di essere inutili

Di non esistere

le Immagini cadevano

come piastrelle affilate

Decorate male ai cieli di merda

Il terrore sul fondo di ogni sguardo

Il dramma dietro ogni sorriso

Meglio una fucilata!

ho pensato nel sogno

Meglio un investimento!

La zampa di un orso!

Una caduta allegrona!

Un pugno e un infarto…

Che essere sepolto

Dai vostri terribili

Terrifici autoscatti.

Abbiamo tutti paura.

cose da dire

Non ho mai creduto
nella lotta con la pagina bianca
Se non hai niente da dire. Taci.
Mi ripeto sempre.
Eppure mi ritrovo
col peso di dover dire qualcosa
E di non saperlo fare
Così passo il tempo
Avanti a un muro bianco e
Aspetto che mi parli
Che mi gratti la schiena
Che mi allunghi un centone
Che mi inviti ad uscire
Che mi faccia un massaggio
Che mi passi una birra
Che mi dica qualcosa
Prima di andare a dormire
Non c’è cosa peggiore dell’andare a letto
Col peso di dover dire qualcosa
E di non saperlo fare.

Orrore

Orrore.
Spesso qualcuno si chiede a cosa serva la musica?
La poesia? L’arte tutta?
Ecco. Orrore. Orrorismi.
Quando accadono fatti orrorifici. Disumani.
Che siano generalmente guerre. Fascismi. Razzismi.
Orrori. Orrorismi.
La musica mette tutto in accordo.
La poesia è il seme della grazia.
L’arte è comunione di vita.
Terrorismo è ogni qual volta qualcuno
toglie respiro alle arti
acceca i ragazzi
terrorismo è ogni giorno
quando “la divina commedia non si mangia”
quando si prova ad asfaltare un’idea
quando al posto di ponti si alzano muri.
Si può combattere l’orrore, cartamente
Si può fermare il terrorismo, sicuramente
seminando accordi, gentilezza, grazia.
non disprezzando popoli
esplodendo rabbie
Lo so, lo so, che tu dalla mente ottusa
dirai qualcosa del tipo: Asfaltiamoli. Stessero a casa loro.
Muriamoli. Sterminiamoli. Altri più ottusi di te lo hanno fatto.
Ma non cadrò, almeno io, nel tranello emotivo,
del combatterti con le tue povere armi
con le tue parole di miseria
con i tuoi concetti di povertà
Provo a spacciare accordi,
a creare opportunità
dialoghi, gentilezza, con
la grazia che fu degli altri e la mia.
Non è facile. Spesso ho fallito. fallirò, forse,
soccomberò un giorno
Ma c’è solo una strada per ottenere la pace
e non è mai lastricata rabbia
non si fonda nella paura
ci vorrà tempo, lo so, cercherò di resistere
nel frattempo.

Innamorarsi di tutto

​D’Estate la visione odora di terra

E grano ammassato sotto al sole

E ombra di faggio

E di acqua fresca e sorgiva

Dei suoi capelli corti

Dei sedici anni 

Di pelle fresca e vaniglia

Corro per i campi senza maglia

Ogni tanto una serpe

Un gabbiano, un randagio

DI rado un umano

Lo zingaro dorme

Sul materasso sfondato

All’ombra d’ una tela di sfortuna

Ed io sempre mi domando

Se non sia quella la felicità

Un pugno di bimbi che ruzzolano

Una frasca di vento

Il ricordo di una donna lontana

Non avere dimora

Non amare più niente

Non volere più niente

Innamorarsi di tutto

All’ombra (la battaglia del TermoPelo)

il mio amore
oscurerà il sole
ti dissi
la sera
che i grilli
aprirono l’estate. Allora
combatteremo all’ombra
mi dicesti
con quel sorriso
da marziana d’Agosto
buttando gli occhi al cielo
e le spalle al muro
ma tua era la gola
l’imbuto, il formicaleone
tua la fica
la sorgente d’acqua
e le provviste
tuoi i trecento
io ero quella cosa
barbarica senza strategie
che sbatte contro i muri
per potersi contenere
una mosca gioiosa
pronta all’assedio
col vento a favore
Avevo dalla mia
la meraviglia della sorpresa
il fuoco greco dagli occhi
nessuna paura di soccombere
puntai tutto sul culo e
sull’onore e…
Sappiamo tutti com’è andata-

Qualcun altro

È da qualche tempo

Che comincio a sentire

una nuova forza

Nelle mie parole

Una forza che è più

Della mia forza

Stanno cadendo

Negli anni, dai pensieri

I vapori della paura

adesso è più spoglia

E senza vergogna

La parola

Ma ancora non capisco

Se è l’ego a pensare

La vanità a vedere…

Qualcun altro

A scrivere.

Non Qui

Dove si poserà
il tuo pensiero?
Non qui
dove poso
le scarpe
e non qui
dove poggio la testa
qui crescono
fiori di tenebra
e i sorrisi dei morti
fanno a briciole
il tempo
dove allora?
Mi domanda la voce.
Non qui
sul binario
gelato
Non qui
dove tutto
è perduto
ma nelle sere
di fresco
quando arde
l’estate
negli abbracci
più umani
del calare del sole
E perché?
mi domanda la voce
Perché Prima
alla fine di un reading
Un vecchio marinaio
dice… uno scrittore,
mi ha detto che nel 69
a Trinidad, chiusa in gabbia
vendevano una bambina
di circa dodici anni
E prima ancora
uno scrittore tedesco
Andreas Schlieper
mi ha fatto i complimenti
e poi mi ha detto
d’aver scritto
il “Tractatus Satanicus”
e cosa c’entra?
Mi ha chiesto la voce
non lo so
ma non qui
oggi mi cercano
i pensieri più oscuri
no, non ora
non qui
“in questa pingue immane frana”

Solit.udine

Uh! Guarda!
La mia solitudine
Si schiude al sole
Come un ombrellino giallo
Fa ombra adesso
Al bicchiere sudato…
Nel bicchiere c’è il ghiaccio
Delle notti perdute
Uh! Guarda
È passato il gabbiano
Che ha sgozzato il piccione
Pettirosso del mare
Serenata d’amore
Uh Guarda!
Sul fiume
La solita nuvola
È riapparsa nel cielo.
Quando non sai più che dire
Pur dire qualcosa
Scrivi:
Guarda!
La nuvola solita
È riapparsa nel cielo.

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