Fiori

spesso dimentico i fiori
eppure essi esistono
senza che lo ricordi
so invece che molti
ne parlano spesso
e alcuni dicono che
non bisognerebbe
parlare dei fiori ché
per parlare dei fiori
bisogna essere sinceri
ma per essere sinceri
amici miei
bisognerebbe essere fiori
ed io lo so che voi lo siete
dei fiori, voglio dire
e voi? Lo sapete?
veramente?

Libri di poesia

Ho una decina di libri di poesie

A cui butto un occhio quasi ogni giorno

A volte mi convinco di poterci trovare tutto ciò di cui ho bisogno, persino l’acqua

O l’amore o qualsiasi altra cosa

Che non abbia nulla da spartire col tempo

Ma so bene che è soltanto letteratura

Parole scritte da gente che si doveva essere sentita proprio come me in quei momenti

Acqua alla gola, smania di vivere

una donna (o un uomo) sempre troppo lontana

una finestra aperta su un cortile

Mentre qualcuno suona proprio quella musica

Un demone sempre in agguato

Ma anche capace di farsi da parte

E la convinzione di dover mettere a frutto ogni cosa

Anche questo silenzio Questa crepa nel muro

Questo ragno di sabbia che cammina sul cuore.

la giacca nuova

oggi camminavo tra la gente
con una busta in mano
nella busta una giacca
grigia e blu come la giornata
e il mio cuore era triste
più grigio e più blu della giornata
e non perché ne avessi
davvero motivo
ogni sguardo mi attraversava
e lasciava un poco di pena
ogni passo era un peso
sotto al cielo
(succede a volte che i pensieri
si ammucchino come una mancanza
col peso dei fogli quando si bagnano)
poi è arrivata la sera e
senza che me ne accorgessi
qualcosa si è sciolta
sul fondo della gola
una idea di bellezza
si è impossessata del tempo
ho infilato col sorriso
i passi verso casa
occupavo lo spazio che occupavo
parlavo, salutavo la gente
gente in carne ed ossa
scambiavo sorrisi
camminavo verso casa
” Nun parlà nun parlà, nun parlà
‘stamme’ccà, ‘stamme’ccà”
suonava nelle cuffie una canzone
sotto al cavalcavia un treno è passato veloce
ho aspettato col fiato mozzato
che scomparisse in direzione del sole
poi ho fatto il record olimpico di sospiro !
tu eri felice da qualche parte
e pure io, alla fine.

Panchinari

In due città qualsiasi
Due panchine

Che non si sono mai incontrate

Aspettano

Nessuno sa che si amano

Nemmeno loro lo sanno

Solo tu che passi e

Che le hai viste entrambe

Hai supposto che.

Hai indovinato

Perché sei stato innamorato

Come una panchina

Fino all’altro ieri e poi

Hai cominciato a camminare

Scorteggiamento

Sbaglio ogni avvicinamento

Ma mi avvicino

Sbaglio ogni parola

Ma poi dico

Sbaglio ogni interpretazione

Ma poi chiedo

Sbaglio tempi modi e maniera

Da che io mi ricordi

E poi mi rompo il cazzo e ti dico

Eccomi qua

Ecco la mia portata

La mia insicurezza

La mia sconfinata grandezza 

La mia inutilità

La mia merda

La mia tenerezza

La mia misera vita di uomo

Certo d’essere un dio

Chiudo tutto in un piccolo fagotto

E te ne faccio dono

Esattamente come a cinque anni

Regalai una spilla 

A forma di farfalla

Mi sambrava così bella…

Uh. La sincerità che fora i timpani

E il cuore che lacera pensieri

E tira la poesia da ogni lato

Tutto è tuo dico…

E se non sai cosa farne,

Amore mio, 

Brucia tutto in un motore a curvatura

Potrai essere in ogni luogo

Tu creda di desiderare

Così come io sono qui adesso

Avanti ai tuoi occhi 

increduli e pieni di paura.

Io_ non_ ho_ più_ niente

Solo il mio amore e

Questa idea di libertà

Quartier generale dell’attesa

Quartier generale dell’attesa
interno pomeriggio
Siedo e aspetto
Tiro fuori lo schermo
Leggo un poco Pavese
C’è una ragazza
All’altra parete
Seduta ascolta musica
E ogni tanto mi guarda
Accenno un saluto
Con la cima del capo
Poi leggo
È il terzo editore a cui dico
Di non voler pubblicare
Non ancora
Non è il momento
Quando sarà?
Quando non mi porrò più domande
Forse mai. Chi se ne frega.
Sei meglio di tanti altri. Dice.
Meglio non è mai abbastanza.
Ognuno ha la sua coscienza.
Ringrazio di vero cuore
Sono onorato e non dico per dire
La ragazza si è mossa
Siede vicino adesso
Facciamo due parole
Poi quattro, poi ventidue
E così via fino a un parlato
Di varia natura
Missili Trump letteratura
Musica: le piace Iggy Pop
La cosa si fa subito allegra
Poi penso a Pavese
Alle ragazze imbrunite dal sole
A rubarle due chicchi di uva matura
Ci ho pure pensato confesso
Ma non è la sua l’uva che voglio
Poi mi incupisco soltanto un poco
Dove sei? Dove vai?
Troppe domande senza risposte
Lei mi sorride io ricambio
con due baci da amici
Una stretta di mano
Lascio un discorso cadere per terra
Ma con gentilezza
Arriva il mio turno
Mi spiccio veloce
Faccio un cenno di ciao
Nell’uscire di scena
Quasi ci dispiaciamo
Non c’è niente di erotico
Solo due tizi seduti alle poste
Sul finire del giorno.

canzone

canto il groppo in gola
il fermo ai pensieri
la mancanza
la solitudine
la passeggiata notturna
l’albero mutilato
il ritorno deserto
la dimenticanza
la fica asciutta
il cazzo moscio
canto la maldicenza
l’estrema unzione
il diavolo per capello
la calvizie
le domande senza risposta
le carezze a perdere
la sconfitta
i vuoti a perdere
canto i vuoti siderali
e le distanze atomiche
e con le loro eco
ne ho fatto sinfonie
da far impallidire
quel genio di beethowen

​certe sere il cielo al di là del confine

certe sere
il fuori diventa persona

a volte la ragazza dai capelli mossi

mi tende la mano

dalla finestra

e come un ebete aspetto 

che chiuda gli occhi anche

il cielo

e lasci impressa al finire

quella strisciata rossa 

di certe labbra

al di là del confine.

In questo periodo 25 9 17

ci sono periodi della mia vita in cui
leggere romanzi o saggi non mi è di conforto
cerco nella forma della poesia una mano tesa
una sorella. Qualcuno che mi dica:
“Okay fratello, ti dico alcune cose 
ma non ne sono sicuro, le cose sono complicate,
belle, ma complicate, possiamo provarci insieme,
ciascuno alla sua maniera.”
la risposta, che non troveremo mai, è sempre nel nascosto
nel non detto, nell’ombra, nell’inconscio.
Io mi accontento di razzolare dalla parte giusta della strada
pure se non ne verrò mai a capo, quella dove c’è calore
e questo basta a tenermi su per un bel pezzo.
Così rendo la vita sopportabile
addirittura magnifica per qualche tempo.
Mi basta per poter andare incontro alla gente
avendo qualche cosa da dare
e per trovare soprattutto qualcosa da prendere
senza quella paura mortale di non essere abbastanza.
Se dovessi dare un significato alla poesia in questo momento
è proprio quello dell’andare attraverso l’indefinito
oltre il mistero, attraverso l’abisso, comprendere il necessario
e poi uscirne, con un pensiero nuovo sul fondo del taschino.

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