dove sei?

dov’è il mio papavero
mi chiedo
che tutto deforma,
e sposta cose e pensieri
senza chiedere scusa,
dove sei ebbrezza
che ubriaca dallo stomaco
che fai venire un’erezione
ai sentimenti ad ogni mio risveglio
che conservi tutti i punti di fuga

al prospettarsi delle mie labbra
ti conservi nell’ombra
per momenti migliori?
o lasci bruciare il tuo fuoco
nell’oscurità
e niente metti da parte?
perchè mai niente si mette da parte
se non i ricordi.
sei come me, vedi
solo più oscura…

un posto caldo

dopo aver visto un film crudele

senza un’ombra di poesia

torno a casa con la pancia

piena di dubbi, ed

in testa un vecchio blues

scava fino alle  ossa.

un mendicante mi ha afferrato 

la giacca prima di entrare in casa

gli ho sorriso, mi ha sorriso

ho poco,gli ho detto,

solo una faccia pulita

e pochi spiccioli…

mi ha risposto che andava bene lo stesso

che poco è comunque meglio di niente.

allora mi sono diretto verso il fiume

dove i palazzi sembrano muoversi

quando  non guardi l’acqua.

ogni tanto mi pesa stare fermo.

mi sono seduto a bere una birra

al bar di un mio amico

ed una vecchia conoscente incontrata per caso

mi ha presentato la sua nuova coinquilina,

abbiamo scambiato convenevoli

qualche sorriso a buon mercato

un’altra birra,e poco più

andavano a ballare, suonavano amici di amici

nel solito locale.

la coinquilina ha insistito,

aveva gli occhi furbi, accesi,

erano belli da guardare

modi delicati

decisamente carina,

ma ho detto che no

che me ne sarei tornato a casa

ed i suoi occhi mi hanno detto che sono fesso

ed i miei hanno risposto che lo sapevo già

hanno fatto un inchino e quando si è girata

le hanno guardato il culo.

Dopo mezzanotte mi perdono

ogni piccola caduta di stile.

Volevo andare a casa,

non stavo cercando l’amore

solo un posto caldo.

vuoi investire in nostalgia? chiedimi come.

sono diversi anni ormai,

sicuramente più di dieci,

che non appunto più le date

sul fondo dei miei scritti.

convinto che il tempo 

non abbia alcun significato,

e già pregusto, vita  permettendo,

la disumana nostalgia che 

causerà questa mancata azione

sul finire dei miei giorni.

a portata di mano

troppo spesso

fra mura

a cercare spiragli,

manco esplodessi

una bomba, le

dita sui tasti

detonano parole, spesso

poco intelligenti.

Una sera caduta,

un danno collaterale

appresso agli altri giorni

venuti,

non domanda che ciglia

e vino morbido e lana,

il primo fresco d’Ottobre.

Ma, Una sega, una corsa,

un bagno caldo e una birra,

quello che ho a portata di mano.

Una casa sul fiume

Una casa sul fiume umida e vecchia
È il mio cuore imbiancato di fresco,
La morte depone rose rosse ogni giorno
agli angoli del grande giardino.
Nel mezzo, ogni notte, rinascono fiori
e una farfalla che tace e riposa
un’ eco di Primavera e di pietra.
Il suo battito d’ali 
è il silenzio del sud 
che mi cresce nel petto.

appassionatevi

una vita senza passioni

è una vita zeppa di solitudini,

i vostri figli se ne nutriranno

fino allo svezzamento,

e l’amore quanto il lavoro

dietro il quale vi rifugerete,

sarà una lente di ingrandimento

puntata verso il vuoto.

Offrite ai vostri sentimenti

una passione, una qualsiasi,

ed essi vi ringrazirenno

e rifioriranno ogni giorno

finchè morte non vi separi.

ricchi&poveri

non ho mai creduto alla classificazione per generazioni…
nel tempo, sono sempre esistiti i ricchi ed i poveri
i ricchi hanno sempre fatto i ricchi 
i poveri,… quello che hanno potuto..
poi, un tempo, in mezzo, c’era la classe media
che a seconda delle annate
ha giocato un po’ coi poveri
un po’ coi ricchi.

Bibappa e lo spostamento delle montagne… Una dispendiosa questione.

Bibappa e lo spostamento delle montagne…
Una dispendiosa questione.
“d’altra parte, Bibappa, che ti aspetti se il Titanismo è stata sempre la parte del romanticismo inglese che ti ha affascinato di più…”
Giusto, e non dmenticare l’ironia… umpfh!
“Certo.”
“Pensandoci … non sono stati anni gettati al vento…
Volevi spostare le montagne, vero? 
Adesso le hai allontanate, qualcosa si è moss

o.
In un certo senso sei un Maometto con la rogna…
tu vuoi andare alla montagna ed ella si allontana.”
Grazie di cuore per la profetica consolazione.

(dai dialoghi schizzofrenici in forma di muflone)

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