Sul Viaggio

muoversi è pensare

oltre il pensiero.

così,

ogni viaggio

presuppone

attese,

ritorni,

nuovi desideri.

La stazione è il ventre materno,

l’anonimato è un padre gentiluomo.

Compro un giornale indipendente,

bestemmio!

una bottiglia d’acqua gassata,

bevo,

dei biscotti salati,

mangio,

un pacco di chewin gum senza zucchero,

gentilezze,

il miglior modo per strappare un sorriso.

L’abisso che mi abita,

quando il posto è libero,

siede di fianco al finestrino,

guarda il mare.

A volte mi fissa per ore

senza fiatare,

poi, d’un tratto,

racconta…

io ascolto sempre con minuzia,

che le cose oscure

mi dissero,

parlano la lingua degli dei…

e se anche fosse  un sogno,

non mi turberebbe,

che la verità,

l’architettura insegna,

è solo il punto,

in croce

di un riferimento.

distanze


la notte
mi porta a casa
come il fiume 
guida la barchetta di carta
fino al mare

le scarpe conoscono la strada
e i marciapiedi

danno del tu alle stelle
e ingannano l’asfalto
come geishe d’alto borgo.

il cane di Dejo
scodinzola sempre
quando mi vede rincasare,

ogni notte si regge sopra
fragili certezze…

cammino le note della ritirata
come se fossero una carica,

e guadagno il letto
come se fosse
l’unico guado
verso il mattino

mentre si spengono 
le luci dei lampioni

ogni passo spegne un nome,
una distanza.

i baci sono incidenti di labbra,
dicono…
ma il tuo nome si è incagliato 
nella secca di corallo della mia gola.

si infrange la notte
sulla soglia del mattino
come musica che sbatte 
sempre contro un muro,

e tutto mi pare una misura,
perfino i sogni, stanotte,
mi paiono distanze,
di mani,di labbra,di gambe…
sentieri di lingua 
autostrade di cosce

incommensurabili.

Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.
Italo Calvino

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