era questo che sognavo
un giorno
cavalcioni sul letto
era questo che dissi
alle tenebre
venite
coi vostri eserciti
di morti rosa
coi vostri teschi
dalle orbite a cuore
colonne di fumo
venite con le vostre spade
che tagliano il sonno
era questo che sognavo un tempo
e adesso che il mattino
coplisce come un pugno al risveglio
che il sentimento mi zavorra
col piombo al materasso
adesso che ho smesso di sognare
e annego tra i rivoli delle notti
nella linfa delle gambe
e striscio come un anfibio come
una serpe che ingoia veleno
ti cerco, di tanto in tanto
tra i profumi di altri capelli
ti vedo tra i miei capelli caduti
su tutti i cuscini dove un giorno
col sangue, tra morti e feriti,
ho scritto il tuo nome, e
adesso come una lapide
piantata nel fango
un vessillo strappato dal vento
riposano senza sapere
le tette di un’altra
Profanami
L’amore è l’unico altare.
L’unico che con allegria
vale la pena di profanare
Ma guardati bene dal farlo
Profanato l’altare
Un’invincibile noia
Trasformerà la tua vita in un tempio
E quella voce ti supplicherà invano
Di costruire un altare
finché morte non vi separi
Marta
Marta
Sai,
Ho avuto modo di pensare al nostro rapporto ed ho pensato di dargli un nome.
Marta.
Marta è femmina, palesemente, ha paurosi sbalzi ormonali ed il ciclo le viene in maniera aleatoria.
Marta ha occhi belli ed una bocca incredibile
Belle gambe non troppo lunghe
Non ama gli spostamenti
Qualcuno direbbe che è pigra, ma io so che è solo che non ha bisogno di viaggiare
Indossa scarpe indecenti
Ed alterna momenti di di egocentrismo da avanspettacolo a momenti di assoluto raccoglimento spirituale
Ha una passione per l’arte e una predilezione per i doveri
Frequenta centri sociali e gli ambienti piú impomatati
Marta dorme poco ma con gusto
È freddolosa ma sarebbe capace di uscire in maniche di camicia con meno venti gradi centigradi
Marta ha un giro di amici eterogeneo
Sa farsi voler bene e si emoziona per nulla
Marta ha paura spesso ma è coraggiosa come un toro che carica
Non teme la solitudine e spesso ne tesse le lodi
Marta è adulta e matura ma avrà sempre l’ aria di una eterna ragazzina
Somiglia al carattere di Picasso e di Chagalle
Marta è molto piú bella di me
E, difficile a dirsi, anche di te
Marta spesso mi fa preoccupare
E mi fa dormire male
Lei esce, fa cosa le pare, mette a soqquadro un paio di ere sentimentali
Poi chiede scusa, si placa per qualche tempo, ma è tutta scena
Marta è la cosa migliore che abbia mai avuto, lo so, dirai… Sei un disgraziato, sei un poveraccio, ebbene sí, è proprio cosí
Affetti Personali
questa stanza
mi ci sono rinchiuso
per espiare chissà
quale colpa esistenziale
questa stanza
è anche un altro posto
ma non troppo diverso da
questa stanza
che è piena di voci
e di suoni e di ombre
questa stanza
è bagnata dal mare
e confina per tre lati
con tre nomi e
sopra e sotto
due abissi
questa stanza che
in ordine sparso
sul letto
gli affetti personali
Acconciature di stagione
ultime domeniche d’Inverno (non serve la Primavera per amare il mattino)
un coperchio grigio sui tetti
il freddo ripiega negli angoli
e noi ristretti affogati al caffè
mastichiamo la solita sabbia
corazzatii da mille rifiuti (non serve la Primavera per amare il mattino)
pettinati dai venti di guerra
che soli giustificano
le acconciature del cazzo
che incontriamo per strada (non serve la Primavera per amare il mattino)
Dalla Nasa Alla bocca
dice che mi manda sulla luna
il confine con il fanculo è sempre cosa labile
il suo naso
una rampa di decollo
il fuoco degli occhi
e penso, guardandoti,
che mi stai un po’ sul cazzo
ma la bocca la bocca la bocca
prendi tutti i plumcake
e le merendine alla carota
e la panna dei dolci
e i frutti di bosco
aggiungi la vanità dei tacchi
un paio di volumi antichi
con un paio di storie noiose
e un pizzico di superficialità
uno schiocco di lingua
e dimentico tutto il resto
perdo il filo, il nome, identità
Houston, we have a problem
Lascio
Lascio che le cose accadano
Lascio che i sentimenti sedimentino
Lascio scorrere il sangue
Lascio che sia puro istinto
Lascio perdere i consigli
Lascio a te l’orgoglio
Lascio agli altri le suppliche
Lascio che la vita mi morda
Lascio fare al maestro
Lascio le conclusioni affrettare
Lascio scorrere il tempo
Lascio che la tenerezza mi sfianchi
Lascio che la gelosia porti sorrisi
Lascio le insicurezze sul cuscino
Lascio i pugni stretti nelle tasche
Lascio che pensino quello che vogliono
Lascio che il sorriso contagi
Lascio agli altri la rabbia
Lascio senza raddoppiare
Ma lascia che ti dica una cosa
Va’ a giocare a palla contromano in autostrada durante l’esodo di Ferragosto
Ne ho accompagnate di ragazze
Ne ho accompagnate di ragazze
Fin sotto al portone
In tantemila città e
Poi sono tornato in albergo
O a casa o a casa di amici
E volte è capitato di finire
Appiccicati a qualche muro
Caduti sulle scale
Dimenticati nell’ombra
O in qualche letto
A raccontarci la vita
Perché sei single?
Perché sei qui? Rispondevo.
Oppure ore seduti sopra uno scalino
Ad aspettare qualcosa
Che non sarebbe mai accaduto
Piú spesso con allegria di ragazzo
Per aver custodito la grazia
Il mondo, il mistero, la specie, i sogni,
Che se pure non erano i miei sogni
Ho custodito sicuramente quelli molti di altri
E come erano belle
Con le loro gonne
Che sparivano come piovre
negli abissi dei portoni
Mentre io già di spalle
Lanciato su una strada nuova
A fantasticare il nome di un’altra
Tra le nebbie bruciate di desideri passati.
Poesie senza OGM
Ho cominciato a scrivere
una poesia senza OGM
Per vedere com’erano le cose
prima delle puttanate e
Ho rispolverato le parole
che hanno sempre resistito:
amore, casa, lavoro, vita,
fica, culo, mani, gomito,
collo, campo, sole, stelle,
cuore, piede, tempo, spazio,
solitudine, notte, musica
e se pure ne trevorete degli
abusi in giro per i libri,
non è certo colpa loro-
Ho comiciato a scrivere
senza perdere altro tempo
dicendo quello che dovevo
e ho cchiamato i sentimenti
col loro vero nome
terrore terrore terrore
ho scritto, nella solitudine,
e poi ho sorriso
ché avevo detto tutto
e non avevo scritto niente
Adesso ricordo
Adesso che siamo corrotti
dalle nottate scellerate
adesso che i sapori
hanno un retrogusto
di carta e di inchiostro
mischiate col piombo
del tempo che avanza
ricordo il gusto
dei quindici anni
quando
c’era nelle bocche
un odore di latte
e vaniglia addolcita col miele
e nelle mutande
il profumo dei prati
adesso che siamo corrotti
da duecento sostanze
ricordo com’era
il profumo dei fossi
in un posto accogliente
vicino al tuo collo
tra l’occhio e l’orecchio
adesso ricordo…
Siempre
Mi fermano sotto casa i giovani marxisti leninisti,
Vogliono vendermi un giornale.
Sorrido alla ragazza…Ma devo avere un’aria sconfitta.
Smette di insistere, mi affianca per qualche metro e poi si ferma… È carina ed ha gli occhi accesi… “Hasta la victoria” mi esce di bocca con una tenerezza rinnovata
“siempre” sento a bassa voce dopo qualche secondo…
Oltrepassata la curva
Passato e futuro non si incontrano più e le parole suonano estranee
Le lotte dimenticate in mezzo alle bollette scadute
Pago 200 euro con una firma
Ritorno verso casa e trovo ancora i due ragazzi discutere animatamente tra di loro,un cenno del capo, un sorriso
E Altre parole lasciate al cemento.
È stupido scrivere cose intelligenti
mi dice:
scrivi cose sempre intelligenti
-Grazie ho risposto, modestamente…
cambia qualcosa? Adesso mi ami?
No, mi rispose
e mi venne in mente
di una “lei”
che mi disse che mi amava
dopo averla mandata a fanculo
4 volte virgola 5
la volta dello 0.5 fu detto in fretta e furia
a causa delle sue follie eclatanti
di un tempo non troppo lontano
e poi andai con la sua migliore amica
e con la sorella della sua migliore amica
e lei mi disse senza il minimo accenno di ira
che se volevo potevo uscire con lei
e giuro che in quel periodo
non feci manco mezza cosa intelligente
e pure la gente si innamorava
come mosche checadono
sotto i colpi del Raid
quindi i raid dei raid – Bi raid
ed io ero a quel tempo
un mastro BiRRAID
e la schiuma dei giorni
faceva da cappello
ai nostri bicchieri
non ero felice, certo,
ma tornando a te
allora usciamo? SOLI IO E TE
senza tenere rotture di scatole tra i piedi
– non posso, ho da fare.
Ok Vaffanculo te e le cose intelligenti
ok va bene, vado
ciao, con intelligenza
ok, ciao
