Amica, amore mancato
amore mio perduto
amica
amore mancato
amore mio mancata
amore nato già dimenticato
conoscente, no, certo che no
amica
tormento e strade strette
strade strette e musica tormentata
e whiskey torbato
amore e strade strette
e poesie allegre
e poesie amare
e poesie ironicamente amare
e whiskey torbato
e strade strette
e vincoli ai polsi
e bicchieri larghi
e acqua gassata
e commozioni cerebrali
solitarie come una
scia chimica fasulla
fasulla come la parola
arrivederci
Il solito tramonto
il solito tramonto
una visione magnifica
che ha rotto il cazzo
ma che comunque
si lascia ammirare
proprio come te
e nemmeno il sole mi parla
se non per due secondi
se non attraverso i miei pensieri
e quasi sempre mi dice
di essere troppo lontano
Per la bellezza, mai per la gloria
Non ho mai avuto uno spirito di squadra,
Intendiamoci, amo stare in compagnia,
Dividere le cose, Amo la gente, collaborare,
Ma non ho mai, dopo la prima adolescenza, incarnato
Uno spirito cameratesco.
Nelle varie squadre di calcio in cui ho giocato, ad esempio,
Non ho mai sentito la lotta per un bene comune.
Ho destinato quello spirito ad altre lotte
Non ho lottato per un risultato collettivo
La mia goliardia da spogliatoio è finita presto
Per me il gioco è sempre stato un gioco
Non sono mai stato male per una sconfitta
Mi sono sempre divertito
Ho sempre goduto della bellezza anche degli altri
Ho sempre messo tutto me stesso
Ho dato sempre il massimo delle mie possibilità
Del risultato finale non me ne è mai fregato più di tanto…
Ho sempre agito per la bellezza,
Mai per la gloria
Le cose che amo e le cose che no (parole nuove)
Tante, le cose che non amo
troppe, invece, ‘lle che amo
fossi anche tu, sola,
così mellifrugata alla terra
e poi le cose, della natura tutte
sempre un poco malinconiche
così raggromigliate, così indragulate al tempo
è solo il tempo che è malinconia
e quando lo dimentico, è allora solamente
che mi dichiaro allegro
Mattino Di Pace
Mattino di pace
La pioggia di Marzo annuncia l’eucalipto
Mattino piovoso
Gli occhi di marzo sono tutti quanti azzurri
Mattino di fili di erba e di grani
Di piccoli seni e rugiada
Mattino piovoso rinfresco
Non so cos’è la solitudine
Stamane il letto era tiepido
E tutti i nomi mi erano affini
Rabbia
Non si cerca la poesia con la rabbia
La rabbia è una propaganda dell’ego
Bisogna arrendersi alla vita
Accettare le sorti e benedire del giorno
Ma non ho alcuna voglia di fare poesia
Troppa nobiltà per le mie mani senza calli
Poco adatte a maneggiare bellezza
“Ogni cosa al suo tempo ha il suo tempo”
Oggi sono il frutto di un mattino meschino
Il figlio venuto male di buona Famiglia
mi partorì il tempo ed io lo rinnegai
Adesso vago tra gli uomini
In cerca del perdono
Violento la domenica con peti d’amore
Canto il fiore che ha perduto i petali sotto la chemio
Canto il fiore malato
Canto il suo coraggio e la mia vigliaccheria
L’Istinto
Quasi Primavera
Manca qualcuno
Manca qualcosa
L’istinto di prendere il telefono
Di accendere il computer
Di guardare fuori dalla finestra
Di aprire un libro
Di Rovistare tra vecchi scritti
Cercare su google una buona parola
La conferma di essere vivi, magari
Giro per casa come un gatto affamato
Consumo il cemento con il mio odore
Scavo, ammucchio, districo,
Faccio una doccia
Lavo i denti
Mi nutro
Manca qualcosa
Manca qualcuno
Vada a farsi fottere l’istinto
Gli scrivo questa lettera
Palesemente qualcosa
nell’istinto è andato storto
Esco, a comprare un nuovo istinto
Fossi solo un po’ più alto…
Non vengo a te ogni sera
come un mendicante
ma busso solitario
come una brezza
il mio è un nome collettivo
Stronziii! mi urlasti una volta.
ricordo ai tuoi pensieri
che forse un dio esiste
ma io non me ne curo, poi
uno che mi somiglia molto
inciampa nella tua finestra
ultimo piano, vista mare
…Fossi solo un po’ più alto…
Ti voglio bene adesso e gnacche alla formica ammucchiarona
ti voglio bene adesso
le disse
domani sarò un forse
un bel morto
con una bella storia
lunga milioni di adesso
e il mattino divenne una spuma
come di birra ma più dolciona
e il postino in divisa
da chissà dove, venne
con la buona notizia
era crollata la diga
che le costringeva gli occhi
il mattino divenne una mano
mi si posò sul viso
d’Estate, adesso, col favore del caldo
le cicale cantano gli amori di un minuto
“e gnacche alla formica ammucchiarona”
Palazzi
Una striscia di azzurro smorto
l’orizzonte esatto di un muro grigio
palazzi
il tuo riflesso nel vetro del balcone
la luce della cucina accesa
dietro le tende del dirimpettaio
altri palazzi
tutti seduti intorno al tavolo
una veglia al pane che muore
un pasto prematuro
un cuore che pulsa nonostante tutto
questo rimane
hai voglia a sparare minchiate
giro la testa
e ancora palazzi…
mal di testa e caramelle
un mal di testa terribile
un amico ha una storia in frantumi
io niente da frantumare
al netto di sogni, pere, picciuolo
e uno spicchio di notte
un sorso per ogni cognome
un bicchiere per ogni caduta
due parole alla ragazza al bancone:
“almeno tu hai qualcosa di bello da dire stasera?”
-Io? eemmh.. io… emmh…
va be’ va be’ ne parliamo un’ltra volta
quando ti passa l’imbarazzo…
devo smetterla di entrare nella vita degli sconosciuti
ho pensato durante il bicchiere
ed il successivo e l’altro ancora
devo smetterla di infilarmi nelle vite sprangate
smettere di scavare, di spintonare, di sfondare portoni
alla cazzo di cane
comincio a farmi discorsetti da solo
“Ciao sono Io c’è Maria? NO, e la cremeria?
Vabbè salgo uguele, l’aspetto e la cazzeio pure quando ritorna
sono fatto così, se voglio una cosa provo a prendermela nella maniera più maldestra posiibile
così che solo l’amore potrebbe sopportarmi
se non è amore chi se ne fotte
è il mio filtro sentimentale
quella cosa che mi tene bello solo e conservato
da un paio di ere glaciali a questa parte”,
mi estraneo, mi sbronzo un pochino,
quel tanto da sbiascicare le vocali
che escono fuori a fatica
allungate e zuppe come maglie di lana stese all’ombra
mangio una caramella, e penso a Pessoa
alla naturalezza di scartare una caramella a menta
alla naturalezza del tornare a casa da soli
un’altra notte è caduta
speso n denari
parlato con n+1 persone
mangiato n al quadrato caramelle a menta
ma l’amaro è rimasto
fino a dopo il mattino
Poesia di scoglionamento e d’amore
Uff.
Così difficile starti vicino
Uff.Uff.
Così triste starti lontano
Così angusto il giorno
Uff.
Così lunga la sera
Così inutile la notte
Uff. Uff. Struff
