Ho freddo

​Ho freddo

Come di influenza

Ma più dentro

Come una solitudine

Ma più a Sud

Dove le cose perdute

portavano con un filo di orgoglio

i nomi dei padri

Declinare inviti non basterà

A scaldarmi le ossa

A fare di me un reduce

O un sopravvissuto

Se il sole è pallido

Come la superluna e

Continua a lanciare

occhiate sinistre

E derive di destra

E se il postino busserà ancora

Al mio campanello

Come fossi il portiere

Di un palazzo in cui 

Arrivano pacchi da Amazon

E bollette scadute

dal profondo dell’inferno.

Ho freddo ma

Ieri sera

Ho visto un aereo

Abbracciare un palazzo

Su cui avevano scritto

“Abbracci Gratis” 

E poi ripartire

Con le ali spiegate.

la mia strada

la mia strada è la mia strada
ed io insisto nel farla passare
tra le tue colline…
Qui si parla di espropri, ragazza
tu manterrai una intoccabile servitù
e fa niente se si tratta di poco più di un fazzoletto
mi bastano pochi metri
per cambiare le cose
e le carte in tavola
diversamente sarò costretto
a passare col buio quando la notte
avrà cancellato la luna e
in memoria dei miei avi briganti
farò saltare i lucchetti
per disegnare quei cerchi nel grano
che tanto destano meraviglia
nella memoria delle brave ragazze di città
figlie di mamma e dei tomi di educatissima letteratura di maniera

Parlo coi muri

ho parlato di poesia
ad un muro ci casa
che era appena rientrato da una festa
a cui né io né le mattonelle
eravamo stati invitati
ed egli ha risposto
prima di crollare sfinito sul letto
che col tempo
ha imparato ad ascoltare
soltanto le cose serie.
Nessuno ha avuto da ridire.

Pisa Book Festival

Camminare per i corridoi pieni di libri
Salutare qualche amico
Mancare una presentazione di altri amici
Farsi iperscontare un paio di libri
Perché non funzionano i pos
Una certa inutilità si respira nell’aria
Quelli della Voland sono sempre gentili
Tutti sono molto gentili
Anche troppo
Menomale che un amico
Ti manda a fanculo
Al secondo pestone
Cazzate, cazzate a profusione
_sai, qui mio marito conosce tutti!
*Che culo signora!
Tutti vogliono vendere
Come fossimo al mercato
Resto perplesso
la quasi assenza di figa
Un accenno di ascella pezzata
Rivendica l’esistenza dell’uomo
Il caffè è una condanna.
Che cazzo ci sono venuto a fare?
Mi chiedo ogni volta.

foglie

le foglie cadute
sono cose buone
ho pensato
mentre il vento
le ammucchiava nell’angolo del palazzo
tra ciò che resta di un piccione
e una busta di plastica
piena di ciò che resta di un cane
turbinavano in sentieri
mai tracciati prima
irripetibili
pareva di rivedere la mia vita
tappe bruciate e vertigini
euforie e bonacce improvvise
sono rimasto a guardare
fino a quando qualcuno
non ha aperto il portone
e il profumo del Curry
dalla cucina dei vicini indiani
ha invaso l’androne.
chissà se anche a loro
le foglie ricordano casa
una donna con gli occhi nocciola
e la bellezza che ci coglie
nel bel mezzo del nulla.

Dalla teoria alla pratica

Al secondo messaggio andato deserto
capisco che capisci che ho capito
ma chiedo conferme e spiegazioni
ché la vita al netto dell’intuito
mi ha polverizzato l’arroganza del veggente
fare domande sincere
è sempre un atto d’amore.
al terzo malumore di stagione
segue il primo malanno
e pacchi di fazzoletti della COOP
buoni a scartavetrare tavole da surf
fanno il loro sporco lavoro
se adoperati con gentilezza e
così le parole, mi sono detto:
Bisogna passare dalla teoria alla pratica!
D’altra parte so bene di cosa parliamo
potrei scrivere trattati sugli incontri
su ogni genere di incontro
eppure qualcosa che somiglia a una tristezza
una vecchia cartolina trovata nel cassetto
una firma sbiadita dal tempo
un libro rovinato dalla pioggia
la linea della schiena distesa sul letto
che tanto somiglia alle onde
le scarpe vecchie che imbarcano acqua
inesorabilmente.
Ho imparato a provare amore in cinque minuti
ho imparato che il generico “poco”
è una quantità incommensurabile col tempo:
accaduto una volta è accaduto per sempre.
Perciò andiamo incontro alla vita senza difese
lasciamo che le antiche lame penetrino la carne
e non possedere mai nessuno – condividi,
e se il terrore ci coglierà in qualche notte di gelo
perché succederà: ancora e ancora
e riuscirai a sorridere comunque alla fine dei pensieri
stai imparando dalla vita la lezione più difficile.
Sii libero di amare sopra ogni cosa. Capiranno,
altrimenti, andrà bene lo stesso.

in profonda solitudine

scrivo in profonda solitudine
mi faccio in quattro
poi otto
poi mille
porto il peso della buona parola
e ve ne faccio dono
che sia per voi una benedizione
ogni mio passo
su questo viscido sentiero
che sia radioso il giorno
anche per me domani
che oggi passo il tempo
a scansare le ombre
come fucilate

cose che passano

in questi giorni di contemplazione
la sera siedo vicino alla finestra
e do da bere alla mia ombra
ciò che resta del mattino
alla luce di una lampada
vedo passare la mia vita
tutto mi dice qualcosa che ancora non so
quale misticismo è chiuso in me?
quale domanda ha come risposta
la parola coglione?
le lunghe ombre del vino
sfilano sul muro giallo
come incappucciati
al passo del fuoco
il passo del diavolo
è il suono che vi porto
quello che conosco è
il passo lento dei morti
la loro danza di stracci
e tenerezze di carne
cose che passano
cose non tornano

Autunno 06

Autunno:
attesa di cose che cadono
ho visto:
piantare parole nuove in collina
hai detto:
cresceranno in tempo
per vederle ardere al sole
in Estate:
nessuno mai si chiede
chi se ne prende cura
nel frattempo:
la buona musica
germoglia tra le foglie
lontano dalle spiagge:
legno pietra e distanze
cantano inni per le strade.

Intuizioni felici

Intuizioni felici

mi disse che ero fragile, subito
dopo avermi dato dell’insensibile.
poteva starci, avrei detto lo stesso
se avessi avuto i suoi occhi
ero quello che ero
ma poi cominciai a ridere
senza disperazione negli occhi
si spaventò – anche questo
lo dicevano gli occhi-
capì che l’amavo ma anche che
senza di lei avrei potuto resistere
almeno quindici vite
senza dare troppo di matto
questa e poche altre verità
fanno scattare la molla del desiderio in una donna
ma io me andai per sempre
non avevo voglia di giocare.

“A volte abbiamo intuizioni felici
che ci rendono un poco infelici
ma mai una intuizione infelice
che ci abbia mai reso felici.”

Questo le scrissi nell’unica lettera
che sia stato in grado di scriverle.

maybe

maybe i’m a poet
maybe not
maybe i’m a man
maybe not
maybe I’m a dirty word
maybe i’m a never listen good idea
maybe i’m a girl with opened eyes
or maybe not
maybe i’m a stranger
maybe i’m a mayor
maybe i’m rusty and dead
maybe i’m poor in money
maybe i’m the lonely dog
maybe i’m a sunny day
or maybe not
maybe i’m an answer
maybe i’m an ancient tired bomb
maybe I’m a closed door
maybe I’m a broken arm
maybe I’m a dusty happy heart
maybe i’m a dead ego
or maybe not.

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