Se non hai la poesia – non hai niente.
La luce incide coi denti il proprio nome
Nell’aria ancora tiepida di settembre e
Lascia sulla polvere del vetro un ricordo
Pare la fretta disfatta sul selciato il riposo
Fare o non fare è una scelta difficile
Come grattarsi la fronte lasciandoti il segno
Si riga la pelle coll’unghia del pollice
Come una benedizione, dire: sei vivo
Ad ogni incompimento del tempo
Rafforza lo spirito – qualsiasi cosa esso sia
Adesso. Stai meglio.
Risparmi benzina se respiri più a fondo
Sentire la perdita come porzione incollata alla carne
Sentire il futuro come un defunto
Le aspettative friggono all’alba una canzone triste
Che i morti non cantano. Più allegri della vita
Saranno quei giorni. Sei quello che vorresti,
Ma segnali futuri ti dicono: no. Ignorali.
Suona la carica dei forse.
Vivi con l’esperienza dei morti,
ma senza morire, se ti riesce. Altrimenti…

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