Da dove venivEno?

Camminano i nervi scoperti

Camminano. Cammminano

Come garzoni con i vassoi

Che sudano caffè molto ristretti

Strade come rampe di lancio

Come tubi e siluri – come a dire

Cose dense di significanti

Ma senza parlare o muoversi o alludere a.

Come cose posate in un angolo

Come un angolo posato  in un angolo

Come posate dimenticate in Angòla

Come lingue di cenere e asterischi

Che si capiscono solo tra loro

E forse si incazzano. Forse si amano

Forse digeriscono il mattino

Come una foglia verde e lucente

Resta un’ idea. Quqlcosa è nascosto

Il molto è taciuto. Tutto è scuro e luminoso

E ha gambe di lettere mai viste.

Terribilmente attraenti come

Una morte supermassiccia come la metafora della fica e della vita e della caducità interrotta

ma comunque a prescindere dagli occhi

Piú o meno colorati. C’è qualcosa

Che preme sui piedi come un fermento

Che frizza nell’aria. Che significa poco

Ma fa scrivere cose, incontrare persone

Che non si conosceranno mai e forse

Inesistono e pure si incontrano

Come due mosche che si lavano il viso

Dallo sporco del tempo e poi vanno

Dove erano sempre state c

Ma con piú stile o amore o consistenza

Ma senza esistere. E. Questo è un mistero.

E. Pergiunta carino.

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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