Che ne so….

La poesia è la vita

Quando non sei distratto

Da facezie inezie sterlizie

Quando il sole non è

E sei tu. Il Sole

A non conoscere alcunché

E non ne sei turbato

Ossessionato spaventato e

Anche la morte regala il sorriso

Et ciò che chiami corpo

Vibra e si scuote

come filo di tungsteno

In un prato di voci

La poesia che poi è l’amore

Che poi che ne so…

. È quando non ci siamo noi .

Come diceva Victor Cavallo

Seduto sui gradi della Garbatella

Come siede una carezza

Sopra i chiodi

E poi il resto di quello che diciamo tempo

È tutto un rincorrersi col pensiero

Con le ossessioni

Per mettere a fuoco le poche cose

Che nella vita contano

Che vale la pena di

Che non sapremo mai

Fino a quando ci saremo

Come corpi e verbi difettivi

E tiramenti tesi di sensi

Con piú o meno colpe e

In culo anche alle avanguardie.

Le cosiddette cose

è bello vedersi passare
attraversare la vita
come un container arrugginito
salutare gli amici gli amori
i cani i gatti i triangoli scaleni
e attraversare le cosiddette cose
come una luce
come un rutto o un piroscafo e
dire ciao alle pareti e ai soprammobili
agli anziani che ancora lavorano i campi
alle mani nodose che non hai mai avuto
ed è bello entrare nelle vite degli altri
ma anche dei cani e dei gatti – come sopra .
finché qualcosa non tolga il mattone
su cui si reggono i discorsi – i rutti –
le luci – i baci . i pensieri e i triangoli
e allora riattraversi l’ iperspazio vettoriale
alla rovescia – come punti non più affini
di sghimbescio – tagliare il superfluo –
e credi perfino di cambiare dimensioni ad ogni sussulto
quello dici indietro ti guarda con aria indifferente
e quelle che chiami spalle si divertono a tua insaputa
ma non importa. ci sono i cosiddetti giorni
e i cosiddetti fatti. e un certo affollamento dentro la tua testa
da poter fare un festival, un movimento. Perché no, un partito
con cui aggredire lo status quo dell’esistenza con colpi immaginari…
e proclamare la liberazione di questa o quella punta di violino-
Per fare cosa? Questo non lo so. Ma si può dividere ogni cosa e renderla
infinitamente piccola senza mai finire. non è una cosa bella?

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