TU NON SEI BILL EVANS

Tu non sei Bill Evans
che sa accarezzare le nuvole
come fosse un deltaplano
certo, tu sai rompere le porte
o fissarle fino a quando non si aprono
perché poi si aprono…
( e se pure non si aprono ce ne inventiamo un’altra)
e tu non sei Troisi
che sa parlare senza dire
tu, hai bisogno dell’interprete
e che sia anche perspicace!
ma d’altra parte tu sei nato fortunato
puoi ascoltare Evans e godere di Troisi
o Jarret e la Nina o qualsiasi meraviglia
e tu sai pensare a molte cose inesistenti
tipo un frebito che è un debito contratto durante l’influenza
oppure a un lapisrazzolo: preziosa matita errante dei bei tempi andati.
sai perderti in iperboli e irrompere grottesco
e senti l’odore della morte
anche nella corteccia degli alberi
e sai gioirne come fosse una rinascita
e poi sai ridere per cose senza senso
e sai anche di non avere molto senso
ma questa cosa non ti abbatte
ci sai ridere di questa nullità
e sai provare quella solitudine estrema
che è molto vicina a chissà che cosa
che però lo senti che è qualcosa
o almeno ci sai ricamare sopra come tua nonna faceva coi vestiti
o forse è solo l’illusione di.
ma tu, aspelgido slagato,
sai di essere soprattutto un uomo fortunato
eche sei ancora vivo e sai ascoltare anche la musica
qualsiasi cosa questo voglia significare.
quanto spazio hai dentro quel monolocale?
a me sembra un una fisarmonica
che stona e perde fiato
ma chi lo sa poi davvero
che cosa voglio dire…
Di certo è che tu non sei Bill Evans

Così e basta.

Scrivi che la sera è scesa
senza che te accorgessi
e che tutto parte ed è parte
e che le cose infiammano il respiro
e le luci all’orizzonte
paiono navi che
galleggiano tutta la notte
scrivi senza pensare
batti sui tasti con coraggio
non dire la verità
non dire niente
vedrai che capiranno
come chi? loro, no?
cosa? e che te ne fotte!
capiranno qualcosa di sé
o forse inventeranno. è lo stesso-
smuoveremo le acque in ogni caso
e l’intestino anche. potrebbe.
perché? Questo non lo so.
forse perché è così e basta.
come quando vuoi fare l’amore con lei
capisci? non serve un motivo.
almeno non solo uno.
è così è basta.

PROGETTO POESIAH

Diffondete bellezza con fogli di carta e paroleProgettualmente in capannelliCon discussioni e dibattiti ci si domanda di azioni da compiere per “creare” qualcosa come un inutile dio qualsiasi. Mentre fuori tutto esplode senza permessoE anche dentro se davvero aveste la forzaDi girare i tarocchi della morte. Senza essere qualcuno, ma qualcosa. Un ittero o un bisbiglio. Per esempio. Se davvero vi arrendeste. Vedreste. Questa vitaCosí com’è. Terrificante e fulgida Come una scopa rotta che canta stornelli al ventoA squarciagola. Inorridita e innamorata. Senza domandare o prendere si ride. Una nuvola che caga termosifoni Fa da paravento ai montiDa basso qualcuno col dito indica lo spremi agrumi a idrogenoUna vecchia signora scalda la pasta di ieriUn cane che lascia il lavoro e inventa onlyfansCresce la sete nel circondario. Cresce la seta negli occhi dei preti. Cresce la sega tra i vetri dei giorni.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

premiobrassens.com

Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Incerto&Malpighi

Porte Interne Italiane

Biblioteca Montelupo Fiorentino

Blog della Biblioteca di Montelupo Fiorentino - Sfogliami! Sono tutto da leggere...