TU NON SEI BILL EVANS

Tu non sei Bill Evans
che sa accarezzare le nuvole
come fosse un deltaplano
certo, tu sai rompere le porte
o fissarle fino a quando non si aprono
perché poi si aprono…
( e se pure non si aprono ce ne inventiamo un’altra)
e tu non sei Troisi
che sa parlare senza dire
tu, hai bisogno dell’interprete
e che sia anche perspicace!
ma d’altra parte tu sei nato fortunato
puoi ascoltare Evans e godere di Troisi
o Jarret e la Nina o qualsiasi meraviglia
e tu sai pensare a molte cose inesistenti
tipo un frebito che è un debito contratto durante l’influenza
oppure a un lapisrazzolo: preziosa matita errante dei bei tempi andati.
sai perderti in iperboli e irrompere grottesco
e senti l’odore della morte
anche nella corteccia degli alberi
e sai gioirne come fosse una rinascita
e poi sai ridere per cose senza senso
e sai anche di non avere molto senso
ma questa cosa non ti abbatte
ci sai ridere di questa nullità
e sai provare quella solitudine estrema
che è molto vicina a chissà che cosa
che però lo senti che è qualcosa
o almeno ci sai ricamare sopra come tua nonna faceva coi vestiti
o forse è solo l’illusione di.
ma tu, aspelgido slagato,
sai di essere soprattutto un uomo fortunato
eche sei ancora vivo e sai ascoltare anche la musica
qualsiasi cosa questo voglia significare.
quanto spazio hai dentro quel monolocale?
a me sembra un una fisarmonica
che stona e perde fiato
ma chi lo sa poi davvero
che cosa voglio dire…
Di certo è che tu non sei Bill Evans

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