Professionista del sett’ore
Ne dorme 8 e riceve cartella esattoriale
Conto terzi, anche se dichiara
Alle forze amate di avere avuto già
In precedenza la luna a 3/4 e
Che notassero orsú l’incongruenza.
Il presidente tuona che:
Forse, se nell’anno trisestile precente
Il suo reddito in oro cantante
Non avesse raggiunto la
Massa critica per l’autocobusione oculare
Allora e solo allora. Ripeto.
Potrebbe in tal qual caso
Usufruire della magnanima abluzione
E quantanche vedersi rottamata
La cartella equiesibita incriminata.
Arrivederci
Il desiderio di scrivere
ti coglie all’ improvviso
dopo mesi di nullafacenza
di creatività annichimorta
scoramento e noia _ e noia e scoramento
come un giorno arriva l’ape a
stiracchiarsi sulla soglia al sole
così arriva il desiderio di?
sei ancora un gatto che passeggia lungo un fiume
che saluta i fili d’erba e le persone
e le pozze d’olio dei camion in avaria
sopra le autostrade dell’andiamo a vedere se.
è così che arrivano le cose
e sai che c’è un motivo per questo fatto
che sempre c’è un motivo ad ogni cosa
ma non hai voglia di indagare
non ti importa il perché le cose arrivino
l’importante è accompagnarle
senza filosofare troppo
lungo il margine di un fiume
lungo i fianchi di un qualcosa
nel cortile garbatello dove regna infreddolito
il ricordo di amico “alberello di mimosa”
( e perché no…)
coi pensieri nelle scarpe
per tornare a vivere alle profondità perdute
dove tutto ha altri nomi da quelli conosciuti
e le cose esplodono per un arrivederci
e fioriscono le pietre
ad ogni sguardo appena affaticato
e anche le birre si innaffiano di schiuma
se cammini col passo dell’ arrivederci
L’accosaglia
l’accozzaglia prende forma
tu dici cosa senza forma
: cosa scritta prende forma
la cozza diventa aglio
l’aglio si fa respiro
il respiro: solitudine
la solitudine si fa cosa
la cosa scritta è già fiatella
il pensiero è fatto aglio
l’aglio scritto è un’altra cosa
il pensato è già accosaglia.
Olè
Olè spizzica la neve al fianco del balcone
lo piega come un gancio sul fiancòne
la città sfritta d’ orizzonte
sfràglia come caso sui lampioni
c’è una donna col vestito sbàrco
che taglia in due la notte
con l’idea di una medusa:
dove il veleno del furore?
dove il cammino stretto dei borghesi?
dove i vicoli s’impuntano?
spertica il pensiero dall’asfalto
solletica la gola come un giglio
ma è solo un canto: un occipite sospiro
sbrìccica lontano la civetta
si intrecciano le lingue dentro il culo
la decenza – olè – decenza è rinvenuta
Pacham’ama si addormenta di sudore.
La Mancanza Di Esercizio
La parola non sa scrivere
Figuriamoci un io
Nemmeno gli alberi
O le pozzanghere
Né la pioggerellina
che si sarebbe fatta neve
Appresso al corteo funebre
Saprebbe far di meglio del
Codazzo di scarpe vecchie che
Battono la strada dell’ironia portami via –
La solitudine delle battute non capite
Mi Scompiscia sopra il cuore
il clown si ride addosso
gufo tronfio alla fine della festa:
(Ha imparato ieri a ridere di tutto).
Lontano sconosciuti
Si scambiano carezze
Come due sconosciuti
Travolti dalla vita prima che
Entri quella voce in mezzo al campo
:
La mancanza di esercizio
Ci fa perdere fiducia
Verso il mondo sconosciuto.
La mancanza di esercizio
La nagbca di esrtixio
La,acan za di espergixio
Lavacanza dii eptanuzio
Lamancxanza di eyexciao
Lana panza di esmerizio
Ci fas porgere la nuca
al frontespizio.
Tempo rincorso
Tempo rincorso coi baci di pietra
Tempo soccorso coi traci di creta
Oggi speroggi coi cocci ti struggi
Semina prati raccogli ‘sti fuggi!
