Bagatelle

Dieci giorni

Sono bastati d1ec1 giorni

In isolamento

Per farmi tornare la voglia

Uh – la solitudine che non è essere soli al mondo.

Ma Il contrario. Tu Ascolta

Quello che hanno da dire le pareti:

Fratellanza. Amore. Morte. Amatriciana. Autoerotismo.

La finestra bucodiculo del pensiero

Attiva e passiva sposta la bilancia della vita

Cose che entrano e che escono e

Così l’isolamento aiuta a pensare:

Bisogna abbassare la tensione del sentire –

Togliere dal piedistallo il rumore

Quello che resta è la vita

E vale la pena raccontare

E vale la pena vivere questa meraviglia

Che pare correre incontro alla morte

Ma è solo un’opinione

Siamo già morti molte volte

In questa bagatella a mille mani

Ogni incontro è vita continua

Ogni pensiero è un’eternità

Fermati – lascia cadere la polvere

Abbraccia l’inferno e fanne una danza

Una bagatella da combattimento

Ma è solo un gioco – il pensiero

Cos’altro? Un motivetto finito presto –

E appresso un altro e un altro ancora…

È – La – Merda

È la merda!

Stamattina queste tre parole sgraziate

Risuonano come pioggia su bicchieri già pieni

È la merda! È la merda!

Cosa vorrà mai significare immaginare

I vicini sporgersi alla finestra e quindi urlare

È la merda! – A piena gioia!

In giro nessun fetore

Il deodorante dopo la doccia

Ha un odore di bosco chimico

Che mette un po’ tristezza

Fuori la neve è sciolta – lo scoramento

L’acqua spilla dai canali

Con la densità della cioccolata

L’acqua raggiunge la densità massima a quattro gradi centigradi

E ci siamo!

È la merda! È la merda!

Pare cinguettare il passero

E anche il gatto rantola affamato

È la merda!

E non passa nessuno sotto la finestra

Ma sono certo

Che i suoi passi canterebbero

Con gli armonici

È la merda! È la merda

Come una liberazione

Come il freddo che arriva

Spacca anche le pietre

E poi va via senza nostalgia

È la merda – è la merda!

Dal comignolo spunta la canzone

Che parla già d’estate

È la merda! È la merda!

Tutto è da rifare, anche il giorno

l’alibi e l’autostrada

niente più torna!

È la merda! È la merda!

Metti a frutto

“metti a frutto questa pioggerellina”
è così che Rymond mi viene in soccorso quando non so cominciare
e non basta avere il desiderio
né la necessità
serve una buona strada
ed una voce pulita
il più pulita possibile
che vuol dire: nudismo – saturno – superfice – profumo – prato – gambe
e altre cose che adesso non ricordo:
una finestra che affacci dentro un cortile
dove non passa mai nessuno
oppure dove sono passati senza mai fermarsi
oppure una finestra qualsiasi
o un muro che faccia pensare a una finestra
che invece non ha mai pensato a un muro
o un contatore della luce
che non ha mai sentito parlare di finestra.
insomma. serve necessariamente qualcosa
che parli di – faccia pensare a – alludendo che –
e se non hai proprio un cazzo da pensare- è ancora meglio – amica mia – caro:

usa ciò che non hai contro lo status quo dell’immaginazione

oppure no. Non fare niente che modifichi le cose se ne sei capace
smetti di occupare spazio e serviti birra fresca un attimo prima di averci pensato: Fatto?
è così che si va avanti o in alto o indietro – è così – è così!

Spiritualismo

Sono giorni che mi ronza in testa questa parola
Così carica di significato da non capire
Da che parte abbordarla
Sarà l’isolamento di questi giorni
Ma ho ricominciato a vedere le cose dal lato invisibile
Mi spiego: all’alba apro la finestra che esplode
Sulla valle
la nebbia ha occupato ogni cosa possibile
La Bruma del Mito, pesa sui vetri con quell’innocenza tipica della vecchiaia. Sembra dire qualcosa del tipo: che cazzo capisci tu della vita?
Che significato vuoi strizzare da questo fatto?
Questo fatto! Appunto. Niente. Uno scheletro di ferro si intravede dal tetto del vicino.
Un po’ più a destra, la croce di ferro sul campanile. Che lettura voglio dare alla mattina? Nessuna. La prima parola l’ho scambiata con un medico. Mi ha fatto domande, chiesto dei dati… La cosa mi è piaciuta! Mi piacciono i medici, mi dicono che c’è sempre qualcosa da aggiustare, di imperfetto, ma che si può andare avanti anche così, con le dovute accortezze.
Ho aperto le finestre fino a sentire il freddo insinuarsi sotto la felpa. Anche queste sono carezze. Adesso la stanza è la stessa di prima,
ma più invisibile.
Le cose non sono state spostate, il letto è disfatto ed io che dico di non voler trovare nessun significato
Cammino il perimetro come se dovessi lanciare un attacco nucleare su Marte per salvare l’umanità dall’estinzione.
Perché questa indole? Perché scriverlo?
Il cucciolo ha pianto tutta la notte. Ultimo rimasto di 8 bestie meravigliose, pronto anche lui a partire verso una nuova casa. Quando mi affaccio, mi fissa da tre piani più in basso, e sembra dire con aria perplessa: che cazzo ci fai là su? Giuro che gli sorrido ogni volta come un deficiente. E poi attacca a piangere e a ululare come un vecchio lupo consumato dalla steppa.
Cazzo! Hai due mesi e mezzo e già porti il peso dei tuoi avi? Ecco. Forse è questo.
Il peso dell’umanità. Delle ingiustizie, dello sperma, delle bocche dei secoli che mi costringe a sorridere alla nebbia, ai cani, ai marciapiedi… A sentire la fratellanza universale. Non lo so. Non scomodo i filosofi per un capriccio del mattino.
Chiudo le finestre, adesso la stanza è la stessa di prima ma più fredda. La porta del bagno è aperta. Il computer suona Wagner in loop da ieri notte. Nella vita di ognuno di noi esistono momenti di inutile attenzione. Di emozione apparentemente immotivata. Di conciliazione universale. Questo è uno di quei momenti. Da primitivo, lo suggellerò con una cacata siderale! Cosa c’è di più spirituale? Non lo so. La vita ha ripreso a scorrere in maniera invisibile. La nebbia è ancora forte. C’è un chiarore di ferro nel giorno.

I LOVE YOU PENNELLOPE!



la poltrona sacco di pelle
pare una scorreggia tramontata male
nessuno ci si siede da più qualche mese
e ha l’odore di un acquario con due pesci
ma con meno tristezza.
Con meno crudeltà occupa il suo spazio
di carne morta – come noi. come me
ciò che dovrei sforzarmi a non vedere
sono le finestre – le porte – gli spigoli dei muri
che si ergono come punti fissi nella mente
come l’etica sui cui si è costruito un tetto
certo che fa acqua| la parola | come il tetto
come un’arancia | come il letto |
certo che piove ormai da settimane…
this is waterworld mylady –
Pennellope che tesse la sua tela
come Caravaggia ci aspetta dentro l’ombra
e solo a lei che scrivi e a nessun altro
lei che sa parlare alla luce e alla merda
con la stessa grazia – e ci salva
ogni giorno per un pelo
dall’abbrutimento con quattro parole.
I love you Pennellope

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