Quantomeno…

Scrivi, dice la voce:
Prima di tornare a nascere
Voglio diventare un fiore
E prima di seccare
Voglio essere colto
Dalla mano gentile:
Reciso come un tulipano
ma con tutti i crismi!
Pensa, dice la voce:
Non è la morte
Né la solitudine
Forse il disamore
Per le cose che tocchi
A brandire selfitudini.
Comunque, dice la voce:
Prevert non scrisse
Belle poesie d’amore
Ma maestosi inni agli operai
E questa cosa mi viene in mente
Quando penso bordo solitudine
Che la cintura di Orione
È pronta ad essere slacciata
E persino Marte
nascosto dalla luna
Lascia un buco rosso
Nell’immaginario collettivo.
Parla, dice la voce:
Bisogna che qualcuno qui
Ci Spieghi l’inspiegabile
E se non ha niente da dirci
Ci parli in silenzio
Almeno d’amore.

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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