Frontemare (testo ripescato nella rete mai pubblicato. Forse 2017)

Eravamo difronte al mare
Seduti al tavolo della baracchina
Battente bandiera pirata
“Si può essere soli anche in due
O in due milioni di lettori”
Mi è venuto da dire
Nel mezzo del discorso.
Parlo di altro ma continuo a pensare…
Poco più in là
barche a vela
Ormeggiate e vuote
nonostante il sole e il vento
Come gusci di pistacchi
Mangiati il giorno prima
Poche cose inanimate
mi rendono cupo
Come le barche a vela nel porto
Paiono animali in gabbia
Condannati a morte
dalla crisi del circo
Al di qua si beve ponce al caffè
E una ragazza mora
col fazzoletto rosso
È seduta difronte
Bella come sanno essere belle
le cose che ci toccano da lontano
Come il ricordo di un futuro ipotetico
“Se io non fossi io e tu non fossi tu…
magari…”
“In che senso? ” Mi dice.
Mentre un cane lascia la firma sugli scogli
E i padroni si abbracciano in una palla di fuoco
Una improvvisa allegria mi ricorda
Che appartengo alla terra
E alle cose che non sappiamo spiegare
E mi aspetto che un dinosauro
mi pisci sul capo
Invece è una carezza
Di una voce lontana
Che suona nell’aria…
È incredibile come riusciamo ad essere pessimisti
Nei momenti migliori della nostra esistenza.
Pago il conto alla sera
con un pezzo di cuore
Un giorno ritornerò a prenderti
Significava quell’arrivederci.

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