scrivo per farmi compagnia

Ricordo ancora
quando scrivevo poesie
come fossi Neruda,
senza essere mai stato Neruda,
e poi ricordo 
quando scrivevo poesie
di strada
senza aver mai vissuto la strada,
e quando mi innamorai di Lorca
scrivevo il ( tempo) tra parentesi,
e mi pareva cosa bella.
Adesso non scrivo più poesie,
scrivo di me che scrivevo,
e di una certa tenerezza,
e spesso mi domando
se sia davvero io
a scrivere…
O qualcuno che atterrito dal nulla
vorrebbe essere qualcuno.
Comunque, mi somiglio,
mi riconosco, e non mi conosco.
E’ già da molto ormai
che scrivo per farmi compagnia,
senza pretese, da uomo a uomo,
come viene, come voglio, come posso.

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