Quando cerco riparo dal sole
cerco nella tenerezza,
negli occhi che hanno visto tanto
e che mai diranno troppo
nella fragilità dei padri
nell’ostinazione delle madri
quando cerco riparo dal sole
vado a correre nei campi
o da solo sui monti
a mezzogiorno
quando perdo l’alibi dell’ombra
e la luce mi parla senza sconti
la mia carne si piega al volere degli uomini
ed un amore di cose sfinite
come un cencio fangoso
mi cade di dosso
e qualcosa di inumano
si erige nella luce
come un esoscheletro di pietra
ectoplasmatica
comincia sopraffare il silenzio
di una commozione terrifica
così luminosa da oscurare il sole
da far tremare il Patna dell’anima
di una paura mai vista
un omicidio rituale, si compie ogni volta,
liberatorio, magico, come un esorcismo.

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