Siamo d’accordo che oggi sia un giorno fuori-dal-comune
e non ne faccio una questione di campanile
solo perché mi trovo molto lontano dalla mia città
siamo d’accordo che oggi ho provato a sfiorarti il collo
con il palmo aperto della mano e tu ti sei fatta accogliente
ed è per questo che oggi è un giorno fuori dal comune
ma non solo, ecco, vedi,
oggi ancora non si è ammazzato nessuno nei dintorni della mia abitazione
ed il bancomat non mi ha risposto picche
così ho comprato qualche libro nuovo, un paio di scarpe ed una eccellente bottiglia di Porto
Siamo d’accordo allora che oggi sia un giorno fuori dal comune,
dal comune buonsenso, è evidente, se sono ancora qui a parlare di te
nonostante i fantasmi mi danzino in testa già da mezzogiorno
sotto questo umidiccio sole d’Estate che non accenna a fare regali.
il fatto che tu non risponda, mi rincuora. Bene, allora siamo d’accordo
non una parola di più.
Apro il libro, stappo la bottiglia, le scarpe sono comode e di una certa grazia.
Dio santo, le tue spalle, la polo rossa, il tuo culo che armonizzava la piazza
ed il tuo incedere che allungava con una prepotente timidezza la triangolazione
tra me, il tuo profilo ed il portone di casa tua. Chi ha inventato la prospettiva,
deve averlo fatto seguendo il culo della sua amata fino a vederlo scomparire dietro l’orizzonte.
Dio santo. Che amore, che fica e che disinvoltura nel calpestarmi il cuore.
Siamo d’accordo che oggi sia un giorno fuori dal comune. Ogni giorno.
Da quando ti sopravvivo, mi calma solo la scrittura. Ogni giorno, da allora,
è un giorno fuori dal comune.

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