ci siamo guardati a lungo
per tutta la durata della curva,
la pericolosissima curva che
circumnaviga la piazza sotto casa
quando piove, poi dall’interno del pullman,
che pareva un posto più accogliente dell’ombrello,
mi hai fatto una linguaccia,
e ti ho sorriso e mi hai sorriso,
se “La morte è la curva della strada”
la curva appresso deve necessariamente far nascere qualcosa.
Sarà che sei bella, almeno per il mio astigmatismo,
oppure che la gente si prende troppo sul serio,
ma io mi innamorerei di te volentieri,
sulla fiducia, ché la leggerezza è merce rara sotto casa,
al contrario di hashish & eroina,
e magari se t’avessi detto che ti amo
avresti anche fatto finta di credermi,
ed io ti avrei chiesto di mostrarmi ancora
la tua lingua, ma con fare marpione,
tu me l’avresti negato, ed io t’avrei amata davvero,
fino alla curva successiva.

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