Napoli-Puskin-2001

Ho aperto un libro di Puskin
Che mi fu regalato da liliana detta Slobo
Nel lontano 2001
Solo per annusarne l’odore delle pagine.
Poi ho letto giusto qualche poesia
Evidenziata dalle orecchie lasciate
Tredici anni fa. Ero
Convinto di sentire l’odore di quei giorni
Ma ho trovato un retrogusto
Di steppa e neve caduta da mesi e
bellezza abbandonata tra i boschi
E poi una carezza, quella notte
Con Napoli ai miei piedi
Mentre loro penzolavano teneramente
Dal precipizio pieno di luci,
che cade sotto San Martino
quando la notte é limpida ed il mare é calmo.
Davo le spalle al concerto degli E’Zezi
ed alla mia vecchia vita, che avrei lasciato poco dopo,
come si lascia un’arancia ad ammuffire sul tavolo.
L’odore dei libri non ha niente a che fare col tempo
Certi libri odorano sempre di sangue appena munto
Ogni volta che li apri.

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