Vabbè ti chiamo.

ti chiamerei adesso
ti chiamerei solo per dire:
usciamo ché io qui non ho la macchina 
guida tu
e tu avresti certamente riso
a causa dei chilometri che ci separano
ma non solo.
ti chiamerei soltanto per dire
vieni, quando avrei dovuto dire, arrivo.
Ma sono fatto così
metto una distanza ai desideri
e poi tiro la corda fino a quando non si spezza.
ti chiamerei solo per dire qualcosa di vero
ma non ho niente di vero da dire adesso
magari ti chiamo e sto in silenzio
e aspetto che mi dica qualcosa
qualcosa di stupido, magari che sei sul treno,
o sotto casa mia, anche se non è vero.
ti chiamerei soltanto per rompere qualcosa
qualcosa che faccia molto rumore, un patto, ad esempio.
Ti chiamerei soltanto per fare due risate
ma io e te non sappiamo più ridere
senza che un silenzio inacidisca l’aria
dopo aver parlato, e senza che il muro mi fissi
con quell’aria interrogativa
quando poi chiudo il telefono,
ma ti chiamerei comunque adesso
per dirti tutto quello che ho pensato
prima di non chiamarti,
a saresti ancora l’unica a ridere di gusto,
vabbé ti chiamo.

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