Lecosepicchianosulcuore

Le cose picchiano sul cuore
Amore amicizia morte
Altre scivolano
Pioggia neve sorrisi e feste
La verità tiene tutto insieme
La fantasia le rende umane
Le cose scivolano e picchiano
Fuori e dentro di noi
Ed impariamo a stare soli
Senza alcun bisogno aggiunto
Senza conservanti deperiamo
E camminiamo e scivoliamo
qua e là sulla vita, picchiando
Esercitando l’arte sacra della vita
Senza morire di paura
Continuando a sbattere
A picchiare  a scivolare…
A deperire perché siamo belli
Di una bellezza unica irripetibile
Mortale

ma questa non è poesia!

mi dice:
“usi parole troppo semplici
io non capisco la poesia
ma questa non è poesia
però è vero 
è proprio così che avei voluto dire,
mi sono sentita una cosa allo stomaco
e ci ho pensato tutto il giorno
e poi sull’autobus tornando a casa
pensavo a tutti i fallimenti che affrontiamo
ogni giorno, ma questa non è poesia,è la vita,
ne sono certa, però è bella la vita,
con tutti i fallimenti, non è vero?”
E’ vero, ed è vero anche che
solo chi non ha ambizioni poetiche
può fare poesia, come te, per esempio.

Ho Fallito

ho fallito
nel vedere cose che non esistevano
ma mi ci sarei giocato la casa perdendo
con il coraggio di chi ha più case e molte vite
ho fallito 
nel desiderare la sua voce
nel non dormire la notte
nell’essere sempre presente
ho fallito 
quando mi sono sentito solo
circondato da tutti gli amici
senza riuscire a dare spiegazioni plausibili
ho fallito
nel farmi vedere mortale
nella parola sincera
nella tenerezza che mi ha commosso
fino a farmi stridere il cuore contro il culo
ho fallito
nel dirti va bene, lasciamo stare
salviamo la bellezza che è cosa assai rara
ho fallito 
nel perdere tempo
nel vederti diversa
nell’allegria delle cose
ho fallito
quando ho pensato ch’eri come le altre
col tuo buco da riempire
ho fallito 
perché non ti ho detto
che quei buchi non si colmano
ho fallito 
Quando mi sono sopravvalutato
e ho accettato la gogna irriverente degli occhi
ho fallito 
quando mi sono fatto pena nel vedermi un dio
in ginocchio contare per terra, 
gli spiccioli delle parole sincere
ho fallito
perché un giorno ho sperato senza capire
dimenticando che il mistero non si nutre di speranza
ma di carne e morsi e di anfratti nell’ombra
ho fallito
perché dovevo fallire da uomo sincero
avevo fallito troppe volte fingendo d’ essere un altro
ho fallito 
con una felicità nuova
fatta di cose che più non si incastrano
senza i rancori fallimentari
delle persone fallite.

StreetView

ogni tanto vado a cercare su street view
tutte le case in cui ho abitato
ed ogni volta prima di chiudere la finestra
aspetto sempre un poco… 

Ché potrei spuntare con qualcosa tra le mani
da destra o da sinistra da un momento all’altro…
e se non proprio io, almeno qualcuno che conosco…
Certe volte ho fatto mattina…

1999

nel 1999 studiavo Analisi Matematica 1
in una stanza a casa della mia ragazza,
lei nell’altra stanza aveva già finito, io
fissavo il libro come uno sconosciuto,
la finestra sembrava restringersi
le scale di accesso alla camera, un precipizio.
Solo due cose riuscii a fare quel giorno,
scopare, e scrivere una triste poesia.
Lei non le voleva leggere le mie poesie
ch’erano troppo tristi, diceva, troppe ferite ancora aperte.
Del 1999 ricordo ben nitida la sensazione
del mondo che mi prendeva per il culo,
ed io sapevo solo fottere, bere, e scrivere pessime poesie,
nel mentre che ero lucido tra una festa e l’altra.

Non l’ho fatto apposta

Non l’ho fatto apposta
A scrivere di albe e tramonti
Non l’ho fatto apposta
A perdere cosí tanto tempo
Non l’ho fatto apposta
Ad improvvisarmi poeta
Non l’ho fatto apposta
A parlare d’amore
Non l’ho fatto apposta
Ad abbassare la guardia
Non l’ho fatto apposta
Ad inseguire la vita
Non l’ho fatto apposta
A non avere paura
Non l’ho fatto apposta
A capire i tuoi occhi
Non l’ho fatto apposta
Ad assere sempre sincero
Non l’ho fatto apposta
A dimenticare le date
Non l’ho fatto apposta
A piangere come un duenne
Non l’ho fatto apposta
A voltarti le spalle
Non l’ho fatto apposta
A chiederti scusa
Mentre tu te ne infischiavi
Ed io me ne andavo
Non facendolo apposta
A scoparmi una bionda
La quale anche lei Se n’è andata
non facendolo apposta
Ed è per questo che comunque
Ci vogliamo ancora tutti bene
Senza volerlo farlo apposta
Questo forse è l’amore.

Una sera a Venezia…

Ci avrei giurato che quella sera a Venezia
Di fianco al canal grande
I tuoi occhi stessero per prendere fuoco
Quando la nostra amica comune ci disse
Che conosceva un posto dove si nuotava nello spritz ed io cominciai ad immaginarti nuda in un canale pieno di bollicine a nuotare sul dorso
Fu allora che infilai la mano sotto la gonna per vedere se il resto del corpo avesse la stessa temperatura degli occhi
E mi sembrò di perdere tre dita e un quarto di cuore.
Come se fossimo davvero a Venezia di fianco al canal grande

buoni propositi

Ieri ad una cena tra amici
c’era la lavagnetta dei buoni propositi
per l’anno venturo ed io ho scritto
che volevo crescere almeno dieci centimetri
solo per baciarti dall’alto &
per guardarti negli occhi
da una prospettiva diversa
e per abbracciarti senza dovermi ogni volta
per forza slogarmi una scapola,
però poi stamattina mi sono ravveduto
quando il tuo seno mi ha fatto l’occhiolino
ed il sole ci ha baciati tutti e due
senza fare distinzione di sorta,
e solo la tua ombra ha superato
la soglia del balcone
e la testa si è stampata sul palazzo di fonte,
mentre la mia ci è rimasta tra i piedi
e mi hai sorriso a lungo quando ti ho detto che
ormai eravamo due contro uno
ed il tuo cuore era spacciato, per smettere
di colpo quando hai capito che era tutto vero,

con l’ ombra ormai allacciata alle caviglie.

le uniche poesie d’amore

le uniche poesie d’amore
sono quelle in cui
ad un certo punto 
compare la morte
e qualcuno dice:
“sticazzi!”
e dopo accadono cose
le stesse cose di prima
nonostante la morte,
i debiti, il colesterolo alle stelle
e la birilubina che monta.

*Diffidate dalle imitazioni

la santa inquisizione

Domani costruirò una strada
fatta di tutti i calendari
che spartirà le nuvole
e bucherà l’azzurro
e salirò all’alba per tirarli giù
di buona lena uno dopo l’altro,
e Achille danzerà tra i timorati
ed Ettore un modello di eleganza…
Potessero le mie mani asfaltare la luna!

Spleen Spleen “da Baudelaire alle acque minerali.”

Spleen spleen “da Baudelaire alle acque minerali”

come un coperchio sollevo
con l’anima tra mille affanni
pesa l’eco della voce
come una nuvola grigia
picchia contro il muro

una sola catinella scende
come pioggia dorata
una sola sbarra 
ha ingabbiato il cielo 
e dalla radio una voce:
spleen spleen 

l’ ottanta percento di me
ogni giorno scompare
in un mulinello di spuma
con un ruggito di cascata

la vita pianta la sua bandiera nera
in queste acqua poco balneabili
e poi ancora spleen splenn
fino all’ultima goccia
un altro giorno 
mi abbandona.

Spleen spleen.

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Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

Riccardo Fracassi

Non solo Fotografia

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