Francesca.
Una volta a Napoli conobbi una ragazza
era un periodo folle
dormivo molto poco
e bevevo decisamente parecchio
la conobbi in piazza S. Domenico
Aveva un attico che affacciava proprio sulla piazza
avevamo vent’anni o poco più
lei mi superava di qualche centimetro in altezza
aveva un bel viso e per qualche strano motivo
mi chiamava “ il demiurgo”
ma all’epoca non mi facevo troppe domande.
Un giorno, verso pranzo, ci incontrammo per strada
e mi baciò con una passione poco corrisposta.
ricordo che ebbi quasi paura, paura di prenderle,
Mi guardava come non mi ha mai guardato nessuno
aveva fame, voleva mangiarmi, ne ero certo.
Mi avrebbe invitato di nuovo a casa,
e con uno dei tanti coltelli che sfoggiava appesi
alla staffa magnetica della cucina, mi avrebbe fatto a pezzi
e poi mangiato. Sono anche certo che avrebbe cominciato dal collo.
Su questo non ho mai avuto dubbi.
Cercai di svignarmela in tutti i modi, ma mi seguì fino al pullman,
fino a piazza Garibaldi. Ci siamo dati anche l’ultimo bacio,
ormai avevo paura, e forse ero anche alticcio.
Il ricordo del sollievo che provai appena mi sedetti sul seggiolino,
è ancora vivido e tangibile, dopamina, endorfina, xanax, serenase,
tavor, valium, xerotonina in confetti, avevo vinto la guerra.
Non ci vedemmo mai più.

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