Voleva bene alle persone incondizionatamente
e le persone gli volevano bene incondizionatamente.
Pensò che era un peccato che non funzionasse così anche per l’amore,
ma anche che doveva essere comunque una benedizione non essere sempre corrisposti.
La forza impiegata nel tentativo di pareggiare il dislivello sentimentale,
doveva essere necessariamente ciò che muoveva le cose sulla terra.
Assegnava loro una intensità, una direzione e un verso.
Ecco perché i desideri assumevano una dimensione duplice.
Iperuranea ed allo stesso tempo iperterrena, tanto che quando gli accadeva di bruciare il sugo, la domenica mattina, non poteva che essere colpa di un amore. Anche se non riusciva mai a capire di quale, in particolare, si trattasse. Se fosse la premonizione di un naufragio futuro, oppure la coda di una imbarcata passata…
Le cose accadevano, questo era tutto, a discapito o a causa di altre cose che non accadevano. Come per un bicchiere riempito per metà, l’unica cosa certa, era la misura di ciò che si vedeva, e a quello pareva essere legato, il tempo.

Lascia un commento