il valzer degli addii
Kundera style,
e quello degli incontri casuali,
casual come un paio di jeans
in cui si è inciampati per noia
così come si inciampa
nello sguardo della barista selvatica
o nei morsi illeciti rubati in ascensore.
Questa roulette impazzita
è caricata a salve
e pare girare a vuoto.
Una volta lessi un libro,
di un tedesco con una capigliatura Punk,
asseriva che Dio non gioca a dadi,
adducendo tutte motivazioni piuttosto plausibili
e per non essere da meno
sono entrato in un punto SNAI, quello sotto casa,
ho puntato i pochi euro che avevo in tasca
sopra un cavallo da corsa, ma
avrei voluto almeno scegliere un nome di fantasia
per compiere l’atto psicomagico,
mi sarei accontentato di un Ronzinante,
niente di epico…
Ma ho trovato soltanto “Spirit III”
così ne ho fatto il mio pupillo
per pochi interminabili istanti.
Mi avrebbe trascinato alla sconfitta con onore,
per un motivo ben preciso
avrebbe ceduto negli ultimi duecento metri,
per un problema muscolare…
E’ sempre bello sapere il perché delle cose,
anche se perdere non piace mai a nessuno.
Comunque, se non altro adesso posso dire che
se dio non gioca a dadi
io ho smesso anche con l’ippica.

Lascia un commento