pozzanghere merde di cane e odore di marcio
foglie cadute troppo presto e fango
pioggia ininterrotta e castagne e piccole alluvioni
pericoli di piena piedi bagnati e pantaloni zuppi
adesso che le cose cominciano a cadere
adesso che le cose fanno il suono della morte
adesso che il letargo sembra tramortire il cuore
vorrei che mi sorprendessi con un’Estate terrifica
con un’Estate aridissima, vorrei un Sahara rovente nel petto
dove i gesti risuonano a lungo come gong rituali,
come le rose che fioriscono lontanto ad Atacama
e non questa torbiera intrisa di sabbie mobili fetide putride e oscure
dove ogni passo è molle e dove persino l’eco risucchia la terra.

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