niente da dire, voglia di raccontare.
Ho il terrore dei pensieri banali,
come quando ero piccolo,
quando mi ammalavo, e pensavo:
“resterò così per sempre,
non guarirò mai più.”
Come quando non mi riesce
di scrivere una parola dietro l’altra
che abbia un senso quasi compiuto,
e rinuncio, e penso che forse
non scriverò mai più.
E tutto sommato
qualcuno si gioverà
anche del mio silenzio.
Allora per dispetto
scrivo due cazzate,
e le metto pure in versi,
solo per dire:
Eccomi, con tutto il mio fetore.
Tappati il naso mondo,
mi scappa la stronzata!

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