la vita mi ha fatto uomo,
la forza di un uomo
è direttamente proporzionale
al tempo trascorso a mostrare
le proprie fragilità senza soccombere.
ho messo il mio viso sopra un vessillo,
e ho dato la parola al violoncello,
alla Primavera gli occhi rossi,
alla donna il mio tormento,
tiro un calcio al foglio appallottolato
sul pavimento della mia stanza
poi lo raccolgo, lo apro,
e la vita mi assale con livore
con tutti i suoi mezzucci evocativi,
la bellezza mi commuove
e resto solo con il mio pianto
bello e trafitto dalle cose mortali,
sono molto lontano dai santi,
molto lontano da un credo,
trovo queste parole, nel gorgo
che mi si annoda in gola, e
con un filo di voce, mi salva,
questa provvidente tracheotomia

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