telegramma .5

Sul fiume è tutto buio stop 

solo il riflesso dei fari

crea piccole lucciole a pelo d’acqua

fuori stagione stop 

mi piace scriverti quando sono solo

e tu sembri impermeabile

ai miei più piccoli segreti stop 

è come lanciare un sasso nello spazio,

sai che è perduto,

nonostante sia là che tutto è cominciato stop

entrandonellatuavita

le mie punte dei piedi 
non sono certo 
quelle di Carla Fracci .. 
faccio cadere cocci…
qua e là…inciampo,
non chiedo permesso, 
entro, mi siedo, aspetto,
e quasi mai sto in silenzio.
ma anche tu che
perseveri nel mettere cera
su quel cazzo di pavimento…

ho suonato l’adagio di Albinoni stappando birra calda a mezzanotte.

non ho più fiducia nella scienza

ché nelle intuizioni astratte

un’opera d’arte incompresa

è solo una mappa stellare

 troppo lontana

i miei sentimenti sono come i vostri

un’opera d’arte incomprensibile 

che solo un intuito costruito ad arte

potrebbe decifrare.

la mia gioventù è priva

della saggezza necessaria

per dominare questo fuoco

ho ancora un arsenale da esplodere

prima che la vita mi cheti

e cominci a fermare camion con lo sguardo.

ho suonato l’adagio di Albinoni

stappando birra calda a mezzanotte.

Un Fiore

Un fiore di campo sta nascendo

Al centro della piazza

Passano persone ricurve sul mercato

L’ inflazione è un cancro che divora.

C’ è un fiore al centro della piazza 

Cresce senza voce ,

senza una domanda.

Nel mezzo del passeggio

una minaccia ai nostri cuori,

la sua vita risponde

ad ogni domanda 

che abbia un senso.

C’è un maledetto fiore 

Al centro della piazza 

Poi ci sei tu che cresci

Al centro dei miei occhi.

Magari…Gli Alieni

l’alba mi è caduta 
addosso come una scure
svegliandomi
non un cenno di vita
da altri pianeti
lontani
il cielo più grigio
sui vetri più grigi
schiariva
un cuore di TIR

arranca a partire
sfriziona
prima delle sette
e dovrebbe essere
legge
solo labbra di donna
una parola d’amore
gli alieni…

Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Tele.grammi il peso delle parole lontane

4

mi manchi stop

alle poste centrali

c’è troppa fila stop

tra qualche anno, penso,

non ci sarà questa calca

allo sportello pensioni stop

metto tutto quello che ho

in questo telegramma

senza ricevuta di ritorno stop

si, lo so che conosci molto bene

le lettere che compongono il tuo nome stop

p.s.

mentre scrivo

fuori dalle poste

è tutto

soliudine e cielo stop

Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Tele.grammi il peso delle parole lontane

3.

il sole si è spiegato

dietro la collina stop

troppe auto per essere 

le sette del mattino stop

qualcuno canta i Queen

al centro della piazza stop

io nel letto sono 

un cadavere di piombo stop

una statua senza piedistallo

troppo lontano dai tuoi occhi stop

Dalla raccolta inesistente di telegrammi immaginati: Tele.grammi il peso delle parole lontane

Vado a fare la spesa stop
scendo i gradini di casa 
ed inciampo ancora nel tuo nome stop
di tutte le cadute che ho preso
quella di chiamarti amore
quando non mi sentivi
è stata la più dolorosa
caduta di stile stop

verginità.

il silenzio mi incattivisce,
ed ogni volta la bestia scalcia e farfuglia.
piccole insicurezze addentano i talloni
ed è una fortuna non essere Achille, 
per ridermi addosso senza imbarazzi
della mia piccola vita mortale. 

Bordate di stomaco e cuore
nel suo silenzio
mi sono trovato vergine.

A dieci anni mi nascondevo
per vederla passare nel viale,
occhi incollati alla fessura del portone,
il cuore picchiava sul legno smaltato,
cresceva, il mistero, nella paura per l’abisso,
ma allora non sapevo ridere delle mie vertigini
non sapevo ancora di essere un uomo.

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