dal letto
sognavo tardiva
un’Estate,
in piazza cadeva
annunciato
l’Inverno.
un dardo di gelo
era il sole
al mattino,
nudo al balcone
ho cercato
la morte
nell’Estate
perenne
del tuo nome.
dal letto
sognavo tardiva
un’Estate,
in piazza cadeva
annunciato
l’Inverno.
un dardo di gelo
era il sole
al mattino,
nudo al balcone
ho cercato
la morte
nell’Estate
perenne
del tuo nome.
Seduto sulla riva del giorno
aspetto che faccia buio
e che piova,
così ritrovare la pace
tra le tue braccia severe
che ad ogni gesto innamorano
ad ogni cenno pacificano,
la mia indole soltera
che scalcia e sempre distrugge
ciò che di bello
il giorno ha incontrato.
Il mio felice tormento
La mia notte matura.
così dopo l’incendio
muore ogni parola rovente
nel tuo silenzio di lago
ed il mio sguardo è languido
e la mia mano trema
quando la affondo
nel profondo letargo
del tuo lago misericordioso.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
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