mi è sempre piaciuta
l’idea di pensare alla vita
come ad una saponetta,
va’ consumata giorno per giorno
evitando inutili riposi,
altrimenti se ne intravedono le crepe…
…e poi c’è sempre la fuga col pensiero
con la quale puoi lavartene le mani…
Un pallone gonfiato
ho sempre vissuto da degenerato
dissipando la cura che mi porto dentro
per grazia ricevuta
come se non avesse alcun valore,
mi dicono essere un atteggiamento
tipico della giovinezza, ma
se sono davvero un pallone gonfiato,
allora deve esserci un grosso buco
da qualche parte
da cui perdo quotidianamente
è inutile parlare di poesia
è inutile parlare di poesia
ragionarne è morire
sentire è essere soli
non morire, al più
ascolta.
Libreria – Telegramma
sono entrato in libreria
col desiderio
di comprarti un libro stop
in tutti c’era scritto qualcosa
tranne quello che
stavo pensando di dirti stop
forse è solo questo
che volevo dirti stop
ho scritto molto
ho scritto molto
di tanto
poche poesie
quasi sempre
mi è mancato
il coraggio
Vecchio maglione di lana blu
vecchio maglione
di lana blu
ne hai visti di capelli
perduti lunghi
tra le tue maglie
che si stringono
a nido d’api
intorno alla mia vita
vecchio maglione
di lana blu
quanti arrivederci
e valige e città…
vecchio maglione di lana blu
indossarti
è avere cento vite
ed oggi che ti vesto
e mi fai bello più di un tempo
il mio sorriso
è quello dei cento amori andati
che cantano una vecchia canzone
senza malinconia
sul filo delle mie prime rughe.
vecchio maglione di lana blu
sotto di te langue sempre
un giorno caldo.
Vecchio amico di lana blu
tutte le mani che
ti hanno fatto volare
maleducate di notte
sotto una sedia
un tavolo, un balcone…
vecchio maglione di lana blu
tutta la birra che hai bevuto negli anni
ed il vino e le ebbrezze che ti sono
scivolate addosso
come pagine d’appunti meticolosi
di un grosso esame del biennio
vecchio maglione di lana blu
tu sarai sempre l’ inizio
di un amore,
mai la fine.
Venti piani di mobidezza
Usate pure parole accademiche
per scrivere le vostre poesie
partecipate a mille concorsi
uno più idiota dell’altro
riempitevi le bocche
di diplomini e attestati
di violette e di amori
incanto e meraviglia
oppure di sperma
cazzo fica culo
e gara di circonferenza tettorale
e di lunghezza del pene
riempite pure
pagine e pagine di carta
con tanto di breve presentazione
di fallito tizio piuttosto
che di fallito Caio
Godetevi la copertina
e l’odore alifatico della stampa
ma usate carta soffice
mi raccomando
per i vostri 20 piani
di morbidezza.
suicidistagione
dal letto
sognavo tardiva
un’Estate,
in piazza cadeva
annunciato
l’Inverno.
un dardo di gelo
era il sole
al mattino,
nudo al balcone
ho cercato
la morte
nell’Estate
perenne
del tuo nome.
La mia notte matura
Seduto sulla riva del giorno
aspetto che faccia buio
e che piova,
così ritrovare la pace
tra le tue braccia severe
che ad ogni gesto innamorano
ad ogni cenno pacificano,
la mia indole soltera
che scalcia e sempre distrugge
ciò che di bello
il giorno ha incontrato.
Il mio felice tormento
La mia notte matura.
così dopo l’incendio muore ogni parola rovente
così dopo l’incendio
muore ogni parola rovente
nel tuo silenzio di lago
ed il mio sguardo è languido
e la mia mano trema
quando la affondo
nel profondo letargo
del tuo lago misericordioso.
bozza testo canzone
il mare mi ricorda gli occhi lucidi
il sole oggi acceca senza splendere
la pioggia dici è polvere di venere
sono in riva a un sogno mica semplice
ho perso tutta la fiducia nella metrica
e la marea poi, che s’è abbassa senza ridere…
prima c’era un ragazzo, camminava sugli scogli
sembravo io quando ti ho detto arrivederci
poi un’onda mi ha distratto e l’ho perduto dietro al molo
e allora sembravi tu quando mi hai detto “ci sentiamo”
e non hai avuto più maniera di sorridermi
e non ho avuto più altro tempo per descriverti
mi sono preso qualche anno per riflettere
ma ancora oggi il sole acceca senza splendere
puntodinonritorno
esiste un punto
dentro me
dimenticato dal sole cocente
dell’estate
dove le cose
si rompono irrimediabilmente
una volta e per sempre
un punto di non ritorno
dove le cose che vi arrivano
a seconda di quanto sono pesanti
impiegano ad arrivarci giorni mesi anni
o solo pochi istanti
tutto lì vi arriva e si trasforma
tutto si deposita sul fondo
come un ricordo accantonato
tra le sabbie immobili del tempo.
Non ho mai visto in tanti anni
nessuno ch’ abbia saputo danzarci intorno
con tale leggerezza
senza mai dare ai miei pensieri
l’idea di una imminente caduta.
