per lei ho svestito
la corazza dell’orgoglio,
le sono andato incontro
in maniche di camicia,
ed un paio di bottoni
sono subito saltati,
ero il mio stile, l’unico,
ero l’uomo più bello del mondo
quando l’ho chiamata per nome,
ma lei aveva occhi donna,
non c’era morte nel suo sguardo,
e aveva poco tempo per parlarmi.
Così capii che la storia si ripete
e tutte le donne che avevo sempre ignorato
si erano reincarnate nei suoi occhi,
ecco perchè, pensai, il suo sguardo era così intenso.
Mi parve anche una punizione giusta.
Non potei che sorriderle come
di fronte ad uno specchio,
in fondo la vita è sempre giusta
quando pareggia i conti col passato.
Qualcosa di molto simile al vetro
cominciò a stridere fino a frantumarsi
dentro al mio stomaco.
Non dissi niente.
Mi tradì solo lo sguardo,
sentivo il mio corpo pompare dopamina,
come fosse una iniezione di cemento
in un vecchio muro cadente.
Le gambe si fecero molli
la pupilla si fece grande e nera,
e lo sguardo cominciò a cercare
l’insegna del bar più vicina…
Il resto della storia
furono masturbazioni congetturali
giroscopiche, trottole ineziali,
piccole anestesie di cose mortali,
inutili.
Poi più niente.

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