Duemila poesie.

ho materiale per altre 2000 poesie,
ma tutte direbbero la stessa cosa
e tutte sarebbero inutili,
il sentimento uccide la poesia.
restano solo parole buone
per abbellire le corti,
sete pregiate che d’inverno
non riparano dal freddo.
i sentimenti spostano la poesia
nelle carni, parlarne è 
una perdita di tempo.

non ho dato al mio deserto un nome.

non ho dato al mio deserto un nome

perchè qui, ogni volto è lo stesso volto.

conosco però bene il tuo viso 

che ha lo stesso nome 

del posto in cui accadono le cose,

ogni cosa mi accade sulla tua pelle.

a modo tuo sei anche tu un deserto,

ma zeppo di cose vive 

tanto pieno da sembrare morto.

è sempre nell’eccesso che mi perdo…

troppa sabbia, oppure troppo fuoco,

di certo…, solo questa solitudine,

un velo senza tristezza nè gioia

che prende fuoco tra le tue mani

e che ammanta la notte nell’ombra 

quando sei lontana ed il mio nome

non ti sveglia in mezzo ai sogni

mentre stai dormendo.

Resta.

la partenza

mi ha gonfiato il petto

di fiori,dai tuoi occhi

un odore di violette 

è caduto sulle rose,

si è alzato un lamento

di motore che parte

ed il nostro aratro

si è perduto nel campo,

la terra ci chiama da lontano

figli sperduti

quando ti ho dato le spalle

ho visto la tua mano

aprirsi e dopo chiudersi

i miei passi parevano rompersi

ho camminato per fuggire

al silenzio del tuo seno

e adesso la mia bocca 

è una miniera di fango

complicità

esistono complicità così profonde
che non hanno bisogno di parole,
presenze così naturali 
da fare a meno anche degli sguardi,
vedersi, è come sdraiarsi e guadare il cielo,
così comunichiamo a colpi di esistenze,
questa è l’unica fede che concepisco.

dentro lei

dentro di lei accadono cose meravigliose

devono esserci fiumi e laghi

e mari che si scontrano,

lingue sconosciute

e suoni mai ascoltati,

nascono cose che non ho mai visto,

e tutte hanno nomi mai sentiti,

Vertigini e abissi incommensurabili

si oppongono a praterie sconfinate

e campi fioriti e vento.

Io mi siedo, ragazzo di strada,

imprtinente sul recinto del suo sguardo

senza bigietto d’ingresso, e rubo!

come quando ero bambino e

alla sera rincasavo,

poggiavo il mento al davanzale

fantasticando sul bordo della notte.

quali meraviglie proibite

avrebbe portato alla luce, il buio,

scavando nelle strade?

Così adesso ogni parola risuona 

come una domanda,

e tutte hanno la stessa risposta.

maledetti

Maledetti cuori sinceri che assolano le tenebre,
se a volte il passo è leggero e le giornate 
sono sacre come la vita quando diventa poesia,
altre volte il giorno pesa sulle spalle come una palla di fuoco
il cielo è un cubo d’azzurro,una preghiera senza aria
e l’uomo ne è prigioniero come una nota triste
condannata a rimbalzarci dentro per l’eternità.

Non c’è umanità nella tua bocca

il sole ci schiaccia nell’ombra
sui letti un frusciare di tende
l’alito caldo del giorno 
si insinua col ritmo del vento,
la tenda è un mare di seta,
il fresco lenzuolo di lino 
è un’oasi di bianco
sul legno oscuro degli anni,
sul mio collo è la vita
tra le tue labbra, la lingua,

un silenzio di pietra mi pesa

teso e felice come una nascita.
Pomeriggio, io muoio nell’attesa
di un antico riposo,poi
nella tua bocca rinasco senza desiderio
perduto e perfetto come ogni concezione. 
Non c’è umanità nella tua bocca

ma una vertigine senza confini.
La bellezza è un sentimento
che ha poco a che fare con gli occhi.

mai un poeta

frasi fatte

non siamo niente
fino a quando
qualcuno giura
di averci sentito arrivare.
Sopravvivere alla solitudine
significa moltiplicazione,
parlarsi, accudirsi,
farsi un cenno con la mano
e rispondersi.
Non è follia parlarsi a voce alta,

Vivere è ammettere la nostra trinità.
l’operaio al pari del poeta contiene
più infiniti.
Il corpo è la massima espressione 
della nostra vastità,
La bellezza ci dice delle cose
che l’intelletto fatica a decifrare.
Come impallidisce di colpo, la poesia,
al cospetto di una stretta di mano
uno sguardo, un ricordo lontano.

allenamento

mi alleno nell’arte del tempo,

arrivare a conquistare il letto

è una forma di addestramento,

il giorno avanza senza sussulti

ed io mi alleno, soldatino di carne,

per quando il sorriso riporterà guerra.,

il mio cuore è zavorrato al petto

dal peso dei mille giorni di silenzio,

aspetto fiducioso qualsiasi cambio di vento.

tasche bucate.

tasche bucate dei giorni
un filo di voce mi sfugge,
quanto rumore
si ammucchia negli anni…
silenzi di lava che
gonfiano il petto,poi
basta un sorriso
dall’altra parte del mondo
per mandare in frantumi
una farfalla di fuoco,
in un canto di vulcano
anni di eleganti rinunce.

consapevolezza


Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

Antalgica Poetica

se ne sconsiglia la visione ai maggiorenni e comunque a chi ha più di 12 anni

INGVterremoti

l'informazione sui terremoti

Domenick Style

Love and Society Life

Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: