passarono i tuoi occhi
come l’aratro sul mio petto,
ma il cielo era secco
e la terra asciutta,
la pioggia
sarebbe giunta
troppo tardi.
diventai solco
all’ombra delle stelle
ingrassai il vuoto
con l’eco del tuo nome
e mi aprii al cielo
una cattedrale
senza cupole.
Lontano, un esplodere di nubi,
la festa del paese
illuminava i monti,
il tuo viso
era un’ombra
scavata dentro l’ombra,
Io ero la terra
d’un emigrante senza figli.

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