C’è gente con talmente tanto pudore
che quando si accorge di aver sentito intimamente la poesia,
ha poi bisogno di ricoprirla di schifezze per riportarla
in una dimensione più umana,
sdrammatizzare in qualsiasi maniera possibile,
quasi come se si vergognassero
di aver visto così naturalmente la vita,
come se avessero spiato l’anima dallo spioncino della serratura
l’attimo prima che crollasse il palazzo intero.

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