ogni volta che leggo uno scrittore che mi piace
mi approprio del suo linguaggio,
e per qualche tempo,non posso che scrivere i miei pensieri per sua bocca.
Questo,di solito, dura i pochi giorni dopo la conclusione del libro.
Poi mi restano solo i suoi sentimenti
come una piccola zavorra ancorata sul fondo dello stomaco
ed ogni qual volta ricomincio a scrivere
manco fossi un higlander
uso,inconsciamente, tutta la reminiscenza dei loro pensieri
per ricostruire il mio stile.
I grandi scrittori ci cambiano lentmente
e proprio come accade con i ghiacciai
è difficile accorgersene giorno per giorno,
ma al pari di una buona educazione familiare,
le parole buone, ci indicano la strada verso la bellezza,
ed una volta imboccato il sentiero,ammesso che se ne esca,
è impossibile uscirne immutati.

Lascia un commento