le cose si sarebbero risolte da sole,pensava…
le strisce pedonali sarebbero rimpallidite spontaneamente
al passaggio della prima smutandata estiva,
le buche della strada si sarebbero rimpinzate di bambini e cani e gatti fino all’orlo,avrebbero evitato,così,di nuovo gli scossoni alle auto di passaggio.
la crisi economica si sarebbe ridimensionata di colpo,quando avrebbero reso note le dimensioni del suo pene…
e tutto l’universo,sarebbe ritornato a fare il suo lavoro, per quel principio della chimica secondo il quale le cose tutte tendono all’equilibrio fino a quando non arriva un rompipalle dall’esterno a peturbarne tale stato.
Soddisfatto da questi pensieri brillanti,compiacendosi per la storia delle dimensioni del suo pene,davvero sagace,
decise che era arrivato il momento di andare al lavoro.
Uscì finalmente dalla doccia,si vestì,impastò i capelli di crema modellante e si diresse verso la Snai,fischiettando “Amami alfredo”.
Alfredo era il nome del cavallo su cui aveva avuto una soffiata infallibile, a detta di un amico di un amico che aveva un cugino, fantino in pensione.
Avrebbe puntato sutto su Alfredo,non c’erano cazzi!Un colpo sicuro!
Alfredo l’avrebbe dovuto amare,quello era il mattino buono!
lo sentiva,parola di Adrenalina.
Con la vincita avrebbe perfino richiuso qualche buca e avrebbe ridato vigore alle strisce,certo non in tutta la città,ma almeno quelle vicino casa le avrebbe sistemate,in fondo era un buon cittadino..ecco!
Avrebbe messo le cose al loro posto.
Era la volta buona.Lo sentiva.
-Dai cazzo! Alfredo,Guadagnati la pappa!
avrebbe urlato alla partenza della corsa.
Dopo lo sparo,il silenzio.
Tanto silenzio,silenzio a palate,bastimenti di silenzio.
Con il quale avrebbe potuto riempire non solo le buche della sua città,
ma tutte le buche del mondo.
e col pallore del suo viso avrebbe ridipinto di bianco la Moschea Blu per intera.
Alfredo arrivò secondo,lui perse tutto.
senza dire una parola,andò a casa,bevve un sorso d’acqua direttamente dal rubinetto,e si infilò vestito nel letto.
Si, le cose sarebbero cambiate,dovevano cambiare,non poteva andare sempre tutto storto.
_-_-_-Quel figlio di una cavalla marcia di Alfredo,non ci ha creduto,se solo fossi riuscito a parlargli prima della partenza,gli avrei potuto spiegare…che me lo doveva,bastardo di un cavallo a dondolo del cazzo!
Doveva vincere,gli avrei fatto sentitre il mio cuore che andava a mille,me lo doveva,cazzo!
Tutti quei soldi,la pensione di mia nonna.
porca puttana!
devo aspettare il mese prossimo.
e nel frattempo?dormo?
porca puttana.Aspetterò.
Il Mattino seguente,una telefonata della madre lo svegliò di mattina presto,alle dodici,nemmeno il tempo di aprire gli occhi e la notizia,la catastrofe.
Nonna Amelia era passata a miglior vita!
CristoDiddio! ,poi attaccò il telefono.
Niente più soldi facili,niente più Badanti da scopare gratis.
La vita gli sembrava davvero crudele ed ingiusta.
Cosa avrò mai fatto di male per meritarmi questo?
Niente! si rispose.
Non ho mai fatto niente!Niente di niente.
Esistono persone al mondo che nascono col dono del niente,riescono a non fare niente anche quando ti sembra che stiano facendo qualcosa.
Santo era uno di questi ed aveva anche talento.
Adesso passa le sue giornate sulla soglia della Snai.
I genitori sono morti,ha dilapidato i loro risparmi puntando su altri nomi ben più esotici di Alfredo,ma con la stessa attitudine al secondo posto.
Da pochi giorni ha anche ricevuto una lettera di sfratto.
Ma lui uomo di fede,vocazionista,non ha mai pensato di fare qualcosa.
Il mondo gli deve la risposta,lo sente!
Prima o poi deve cominciare a girare bene anche per lui.
Non può fare così schifo la vita.
In fondo non ha mai fatto niente.
Perchè tutto questo accanimento?
Avevano riempito le buche di asfalto,
dovevano riempire anche la sua vita.
E’ così che vanno le cose.

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