bruciamo una vita
tra i venti della febbre,
nella ricerca spasmodica
di una patinata felicità,
per poi ingrigire placidamente
sotto un panama bianco acceso dal sole
o al fresco di una brezza d’ombre,
quando l’uomo che si accontenta,
seduto nelle sue quattro
stanche vecchie ossa
si concede il sorso della felicità,
disciolto nel sorriso che si nasconde
sul fondo di un bicchiere d’acqua fresca
ricordando i tempi in cui stappava il vino.

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