il Capodanno è inevitabile
quando sei ancora vivo.
Non ho mai amato gli appuntamenti
con le amanti,ed
eviterei volentieri il trentuno di Dicembre.
è come fare l’amore su appuntamento,il capodanno.
tutto è stato già scritto
prima ancora della conferma dei gesti.
Non c’è alcuna magia nelle scadenze.
La mia profonda nostalgia,
le cose che ho mancato
per pigrizia o per necessità,
si affollano nell’ultimo giorno
e premono sui pensieri della sera.
Poco importa se abbiamo ancora la vita,
una famiglia da abbracciare,
la salute,
ed un buon pasto…
Capodanno è il fondo dell’anno,
e mentre qualcuno si diverte
a graffiare il fondo della vita
coi tacchi a spillo
a ritmi cadenzati,
io proteggo il calore del caffè
ristretto, nel cappotto.
Ho nel petto una nocciola rovente,
e ve la mostro.
Avrei festeggiato, dicono,
un mercoledì qualunque,
eravamo in pochi,
un drappello di poeti e perdigiorno,
ci hanno fatto compagnia
le nostre solitudini,
e dei nomi di donna
come fantasmi,
rimbalzavano senza eco
sui profili dei palzzi.
Nessuno,però, ne ricorda l’anno.

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