Dopo una lunga veglia,
ci appostiamo
come lupi affamati
ai tavolini dei bar,
e non ci sfamano i panini,che pure
adoperiamo come spugne
per tamponare la sete,
che ci ha inseguiti
come un’eco,
fino al precipizio del giorno.
Ci riversiamo nei campi
con lo sguardo volto verso il cielo
senza parole d’amore
con un buco nel cuore.
Come cannibali affamati di luce,
dall’ombra,assaltiamo coi denti
la palla di fuoco
che ci ha generati.
Così ritroviamo la pace,
pochi istanti prima
di riguardarci negli occhi.

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