un tango,
la vita ti sarà sembrata ruvida,
come la punta della scarpa
che striscia sul pavimento poroso di cemento.
un tango ,
la vita ti si sarà aperta avanti all’alba
in campagna, come due gambe di donna
che s’aprivano al salire della gonna scura.
un tango,
ti saranno parsi i tuoi figli lontani
durante i racconti degli operai
intorno al fuoco che strepitava la notte.
un tango ,
i tuoi occhi da attore ubriaco,
mentre cantavi tristi serenate alla luna.
un tango,
di camicie sudate,
di sentieri arrovellati tra i monti,
stretto ai fianchi di una donna vogliosa.
un tango,
dolce come il secondo sorso di vino,
il lamento annegato nel sorriso.
un tango,
dopo la carezza sul collo
avrai certamente sbattuto il bicchiere
sul tavolo,
l’attimo prima di cominciare a danzare.
un tango
nel ruggito del fiume,
il rumore della tua terra lontana
ti ha trafitto i sensi
come un tradimento.
un tango
come una rapida di spuma e di vino,
ubriacava il cammino,alleggeriva le pene
fino al domai, fino alla valle.
un tango
per essere altrove,
per scavalcare la notte
per ingannare lo spazio
nell’ incoscienza dei sensi
sul pavimento del tempo.
un tango
per disegnare coi piedi
sul pavimento sudato
figure dimenticate dagli occhi,
tatuaggi ripassati coi tacchi
nelle profondità dell’anima.

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