Quanti discorsi ho immaginato…
Quante parole ho perduto,
come sorrisi stempiati
tra le eco dei pensieri…
Le mie domande,
sono pistole inceppate
che non spareranno mai.
Spengo la lampada
e la scrivania diventa
del colore della luna,
i vostri libri fremono
negli scaffali come vergini
al primo appuntamento,
ed io,andando a letto,
come Carnevali,per voi,
solo per voi,
“semino parole da un buco della tasca”,
ma ormai è tardi,
e più nessuno le raccoglierà.
(Ai grandi maestri
che senza alcuna pretesa,
ci hanno insegnato il mondo)

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