Ero ubriaco sul pullman
del secondo liceo,
verso Palermo.
Quella che poi sarebbe
diventata la mia fidanzata storica,
mi leggeva frammenti di “Pancreas”,
“trapianto del libro cuore” e sorrideva,
mentre la barriera si colorava di rosso,
a pochi chilometri da Capaci,
avevo già smesso di ridere…
Mi ricordai di quando alle medie,
scoppiai in una risata isterica
durante il minuto di raccoglimento
e non capivo.
Mentre adesso sentivo
un crampo allo stomaco,
a stento trattenevo le lacrime,
Gaia mi leggeva parole che non avevano più peso,
e mi fissava,
tutti gli occhi della platea
sotto al palco delle medie,
mi fissavano.
Niente aveva peso,
fluttuavo sul sedile
inchiodato per lo stomaco
ai loro occhi.
Il guard rail rosso pareva adesso
una infinità di sangue,
ero sbronzo,
mi stavo innamorando,
ed avevo appena compreso
di essere un coglione.

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