nella piazza deserta
il lastricato di marmo
bianco,
resisteva al nero del cielo,
millantava improbabili parentele
con quei pochi bagliori accesi di universo
che filtravano tra le increspature veloci
delle nuvole grige di pioggia,
spazzate via, di fretta,dalla volta
come galline indesiderate.
Un piano pallido di stelle.
Tu, al centro della piazza
stretta, nei pensieri di jeans,
volteggiavi di tango
e mi guardavi.
più delle parole
mi hanno detto gli occhi,
e quando la tua voce ha vacillato
sotto il peso di parole pesanti,
ti ho teso un’imboscata di risate,
perchè non c’è sorriso che teme la parola,
poi ti ho abbracciata come uno sconosciuto
perchè non ho più trovato le parole
per raccontarti la mia vita.
Ci accomuna il silenzio,
gli occhi lucidi,
e la lingua parlata
che di notte
si fa sempre più selvatica.
Solo con te
ho mai ballato
il tango.

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