la solitudine mi fa leggero il passo,
guadagno lo spazio senza contare il tempo,
la macchina è soltanto una stanza sull’asfalto.
la vita mi rigetta oltre la misura,
sogno, vivendo, la nostalgica melodia del ritorno,
ovunque mi trovi divento pensiero del pensiero,
la mia forma organica,poi,
tradisce come un crampo,
riporta il mio sguardo alla strada
e rosse si infiammano le luci degli stop,
astigmatici,sfocati oltre la pioggia,
verticali come lance stagliate verso il cielo.
ritorno dalle terre del cuore vittorioso e vinto
ho sporcato le parole con il vino senza alcuna ebbrezza,
in ogni bocca c’è un vuoto ,
in ogni mano c’è un segno,
in ogni nome un ricordo,
tutto si sversa all’infinito nella vita,
come il vuoto infrange sempre sopra il vuoto,
così l’assenza ingombra
riempie l’universo.

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